In preparazione per Barcà!

Questo fine settimana il caldo ha leggermente sciolto la morsa. Ancora mi devo fare il primo bagno della stagione. Mi gioco subito un no comment a tal proposito. Ovviamente la volontà è solo quella di inaugurare la stagione balneare nei prossimi imminenti giorni. O a Barcellona. O in Sardegna. Le valigie sono pronte in camera da letto.

Parto giovedi. Torno a Barcellona. Torno per godermela, viverla un pò e poi per vedere i campionati europei di atletica. Le gare ci saranno dal tardo pomeriggio fino a sera. Quindi durante la mattina e di pomeriggio avrò modo di girare e rigirare per la città.

Dal 2006 a oggi sono cambiate un sacco di cose. Dalla famosa gita di “maturità” con i compagni di classe a questo pseudo viaggio di lavoro sono passati 4 anni nei quali parlare di trasformazione o cambiamenti è riduttivo.

In questo rilassante pomeriggio sto provando a programmare un pochino le cose da andare a vedere… giovedi, appena arrivato, andrò subito alla Sagrada Familia, mi sembra più che opportuno visto che sono passati 4 anni… saranno andati avanti con i lavori?!??!

(La foto è presa da Wikipedia!)

Due anni fa…

Due anni fa mi accingevo a terminare la mia prima giornata con le stellette sul collo. Ebbene a distanza di due anni sento ancora forte il ricordo di quei primi giorni in forza armata che tanto mi sono serviti a comprendere meglio come sia variopinto e complicato il resto del mondo.
Oggi è tutto diverso. Negli ultimi 365 giorni le cose sono molto cambiate, come sono cambiate anche le mie ambizioni.

Continuo a vederlo come un cammino, continuo a viverla come una grande esperienza, continuo a sentirla parte integrante della mia vita. L’Aeronautica è la mia seconda famiglia. Grazie a lei ho scoperto che dopo la passione c’è l’amore. Che non sempre quello che dai è quello che ricevi, ma che con l’impegno, la costanza e la dedizione i traguardi si raggiungono sempre.

Si apre una nuova stagione adesso, gli stimoli sono sempre tanti, la voglia di esserci e di fare bene altrettanta.

Io continuo a fare del mio meglio sperando sempre nel meglio.

Se mi ricordo….

Volevo condividere questo momento di follia….

5 minuti

Voglio scrivere questo post in 5 minuti, senza rileggerlo, solo per condividere un pensiero.

Voglio solo una cosa stasera, un desiderio forte, al dillà di tutto.

Voglio ricominciare.

Una promessa a me stesso, di quelle da mantenere sul serio.

Voglio mantenerla.

Voglio ritrovarmi.
Ritrovare quello che ho perso tempo fa e che vanamente ho riprovato a trovare.

Buonanotte a tutti.

Impegni…

Sono un po’ indaffarato questi giorni…..!!!

:-D

Chiamatelo come volete

Trovo il tempo adesso, in questo caldo venerdi pomeriggio, per parlare di quello che mi è successo martedi. Non voglio scrivere troppo. Ma solo sottolineare qualcosa che sento veramente nel cuore.

Andrew Howe è una belva, un ragazzo tanto buono e dolce quanto sportivamente spietato e bramoso di vittoria. Incontentabile, furioso, maledettamente meschino. Dopo 10 mesi di incertezze, dopo due anni claudicanti, dopo tante parole e tantissimi dubbi torna col botto e quanto, quanto, quanto ci piace.

Io probabilmente mi sarei accontentato di chiudere il mio esordio al secondo posto e a 8,05mt, mi sarei preso comunque un sacco di applausi e sarei tornato a casa felice. Lui no. Lui ha rifiutato la felicità per la pace assoluta, quella, l’ha regalata a tutto il pubblico presente allo stadio di Grosseto, che non gli ha regalato solo applausi ma una standing ovation e un ben tornato che solo i campioni si meritano.

Ho visto un leone, ho visto un’aquila, ho visto una pantera nera correre forte e poi andare a prendersi una vittoria che serviva. Ho perso un po’ il controllo, non l’avevo mai visto così convincente, ho visto tornare un bel sorriso sulle facce di tante persone che, come me, sono vicine ad Andrew, vivono la sua quotidianità e fanno il tifo per lui.

Quello di martedi è solo un piccolo tassello. E se è vero il detto che “quanto il gioco si fa duro… i duri iniziano a

giocare”… sono molto “felicemente” preoccupato all’idea di pensare a quello che succederà nei prossimi periodi…

Andrew è un bene che tutti devono sostenere. In questo momento soprattutto. Non solo per lui, ma per lo sport in generale, per l’atletica, per i bambini che devono tornare a giocare nelle strade, per quel sentimento popolare e nazionale che lo sport deve infondere in tutti noi, per i sogni di chi vive di competizione, per chi sogna di andare allo stadio e tornare a casa più felice di prima, per me che dormo poco la notte quando so che la mattina dopo mi aspetta un ricco allenamento. Adesso più che mai. Facciamogli sentire che siamo con lui.

La delusione della nazionale di calcio deve farci capire quali sono i veri valori dello sport. Che non sono i soldi a fare i campioni ma è l’impegno e la sete di vittoria. Che dobbiamo trovare delle alternative e costruirci sopra un nuovo corso… nobile, importante, nostro… perché non si può vivere di solo calcio (malato per giunta!).

Andrew da dopo le olimpiadi di Pechino non si è fermato un attimo. Le ha provate tutte, si è ritrovato spesso con poche alternative e con tante cose contro. Non si è mai buttato giù. Non ha saltato una seduta. Ha lavorato il doppio, ha sognato di più.

Volevo scrivere poco e invece mi sto già dilungando… volevo scrivere dell’emozione che ho provato ad abbracciarlo dopo la gara e di quanto l’ho sentito carico. Un emozione bellissima, una delle più belle che lo sport mi abbia mai regalato, però ridiciamocelo: la strada è ancora lunga e dura. L’obiettivo in questo momento vale la battaglia.

La belva…. Il gladiatore…. Andrew…. Chiamatelo come volete… sappiate che ha tanta voglia di vincere!

Funziona così….

Come dissi già una volta, in questo momento, uno degli aspetti che più mi piacciono della mia vita, è che il tempo è sempre poco e che i viaggi, gli incontri, i giri… insomma tutto quello che ha poco a che fare con la calma e la stabilità… è parte integrante del mio vivere quotidiano.

Ne parlo poco, non ne parlo per niente. Probabilmente soddisfatto.

Oggi si parte, si torna stasera. La metà è vicina. L’impegno è importante.

Funziona così…

Come se fossi un’isola

Amami.

Resta a guardami quando te ne vai. Pensami, quando sarai lontana.

Amami, amami negli istanti. Riempili del mio profumo.
Non andartene, senza aver portato via qualcosa.

Fermati ogni tanto a guardare il mare, pensa alla tua libertà.
Fatti accarezzare dal vento, pensa ai miei baci.
Tuffati dagli scogli e vivi il brivido fino all’ultimo.

Vienimi a trovare quando vuoi, fai di tutto per non mancarmi.

(Grazie a Biagio Antonacci per l’ispirazione!)

Musicaaaaaaa

Un macaco senza storia….

Movimenti in corso

Come potete vedere… stanno cambiando un po’ di cosine…. in questi giorni quindi Carbons.it potrebbe non essere raggiungibile oppure non perfettamente navigabile!

Un abbraccio!

FraC

Questione di concetto

Che sia o no una questione di concetto, è difficile a dirsi. Sta di fatto che tutto procede. Sarà un desiderio, sarà fuoco, sarà che il telefono non smette di squillare. Questo vento caldo smuove l’anima, scalda la mente, mi scuote come le foglie.
Ieri pensavo a quello che sta succedendo, a come si muovono le cose, a come le faccio muovere io. Mi piace tutto. È veleno che scorre nelle vene. Tanto veleno. Come il fresco di questa serata di giugno. Profumo. Tanto profumo. E se la memoria non mi inganna, rispetto a un anno fa, non è cambiato nulla. Francesco è Francesco, il mondo continua ad essere il mondo. Io sto con me e non mi posso lamentare più di tanto. Tante canzoni recitano la verità, ci guidano, ci dicono, ci fanno rivivere sensazioni dimenticate, ci portano alle porte di un sogno. Io se potessi scrivere e cantare la mia canzone non saprei da dove partire. Eppure, poche parole, emozione, poesia, ritmo… è quello che voglio. Ma non saprei. Che sia o no una questione di concetto. Probabilmente in questo caso si. Da dove iniziare. Di che parlare. Domande retoriche con cento risposte ciascuna. Risposte che fanno ridere e che fanno paura. Risposte totalmente diverse. Risposte di una vita alla ricerca. Continua a cercare. Continua a cercare. Continua a cercare. Oggi ho corso al tramonto. Sono andato a correre in quel posto lì. Ci sono le balle di fieno. Si sentiva il profumo forte della polvere, dell’erba, di mia madre quando mi passa vicino. Sono andato a ritrovarmi. Sono andato a incendiarmi. Non volevo smettere. Come ieri. Oggi però ero li, e tutto è diverso. Ci vorrebbe ancora una bella sigaretta. Ci vorrebbe di trovarsi a rotolare. Bisognerebbe crederci un po’ di più. Giusto un po’ di più. Cado a tappeto. Sento sempre tanta forza dentro. Sto pensando agli affari miei e vorrei prendere una chitarra. Questa storia della canzone e della musica mi intriga molto. Quale questione in assoluto è più di concetto che scrivere una canzone. Poche altre. Quanta passione. Quanta passione. Da ritrovare. Spesa. Da sostenere. Da metterci. Cadi a tappeto e ti rialzi. Cado e mi rialzo. Qualche accordo. Sfiorare le corde. Non sono capace. Alzo le mani. Applauso. Mi sistemo gli occhiali. Sono sotto le stelle. Quelle stesse stelle che tutti vogliono ma che nessuno capisce. Vorrei cantare. Cantare sotto le stelle. E di nascosto, coperto dal buio di questa primavera, vorrei danzare. Danzare la mia musica. Trovami musica. Trovami tu. Non farti cercare. Cercami tu. Io nn ho tempo di starti dietro. Anzi spero tanto che questa voglia che ho di te mi passi presto.

RIPARTO DA FIRENZE

Scrivo da una vivace tribuna stampa dello “stadio Ridolfi” di Firenze, dove in questo momento si sta disputando la seconda giornata della Coppa Italia di Atletica Leggera. L’ennesima trasferta, l’ennesima bellissima esperienza che mamma Aeronautica mi ha permesso di vivere. Che bello.

Sto trascurando tantissimo il blog… ho avuto un sacco di impegni e tra tutte le cose… la scorsa settimana sono stato molto male per una febbre che proprio non voleva sparire… riparto da Firenze quindi, da questa splendida Firenze che ho ritrovato e riscoperto.