Archivio per il tag 'pensiero'

E un bellissimo fiore.

Domani mattina mi sveglierò presto e andrò a comprare un fiore. Un solo bellissimo fiore. Voglio comprare il più bello. A costo di spendere una fortuna. Voglio il fiore più bello che il primo fioraio che incontrerò potrà vendermi. Voglio portarlo a casa e metterlo dentro al vaso più bello che mia madre ha da parte. E poi posizionarlo li sul tavolo. Sul tavolo non deve esserci nulla a parte lui, dentro al suo vaso.

Un solo bellissimo fiore. Il mio bellissimo fiore.

A chi entrerà e mi chiederà di quel solo fiore io canterò una canzone. A chi mi consiglierà di cambiarlo, di prenderne almeno un altro, dirò di no, che è mio e piace a me. A casa dirò a tutti che quel fiore va preservato: non gli dovrà mai mancare l’acqua, la luce e soprattutto non dovrà conoscere la consistenza della polvere e di qualsiasi altra cosa che possa danneggiare o diminuire la sua beltà. Tutti dovranno sapere che è il mio fiore.

Il giorno che si appassirà. Che nonostante tutto, la sua beltà sarà un vano ricordo. Bhè non lo so cosa farò e cosa dirò. Farò come tutti. Probabilmente andrò a comprare un altro bellissimo fiore.

“…beviti ’sto cielo azzurro e alto che sembra di smalto e corre con noi…”


Francesco e la spiaggia.

Qui in Sardegna ho ritrovato nuova linfa per le mie gambe e devo dire che sono molto molto contento di come stanno ri-andando gli allenamenti… era ora…

Ma non voglio parlare ne di allenamenti e ne di ripartenze che devono ripartire… voglio immaginarmi… spingermi oltre… qui in Sardegna mi circonda la libertà. Il vento che mi spinge. Il profumo della natura. Un acqua freschissima e piena di vita.

Passeggio sulla spiaggia. Oggi non volevo proprio andare via.

Io, la sabbia, il vento, il tramonto, tante barche che tornano in porto, il mare.

Certi pensieri che nemmeno provano ad avvicinarsi. Telefoni spenti e a casa. Solo io, tutto il resto e il mare.

Mi regalo un sorriso perché oggi è ferragosto. Ne regalo uno a una ragazza che se lo merita proprio. Non ci sono nuvole. Il tramonto è padrone dell’atmosfera. Tavolara si tinge di rosso. Si illumina li dove per tutto il giorno c’è stata l’ombra. Il vento accarezza la sabbia, le rocce, la mia testa e le mie mani. La mia pelle puzza di mare e di sole. Profuma di nivea e asciugamano. I miei piedoni lasciano le loro impronte sul bagnasciuga, ogni tanto becco qualche conchiglietta che mi pizzica. Mi viene da correre un po’. Piano piano. Lascio il mio asciugamano. Arrivo in fondo.

In fondo a questa spiaggia lunga appena qualche centinaio di metri. Li dove ci sono le rocce di marmo, dove l’acqua è ancora più chiara. Li dove mi piace tantissimo fare il bagno. Mi fermo e mi siedo sullo scoglio. Non c’è praticamente più nessuno. Tutto davanti a me.

Chissà come si trasforma l’inverno questa spiaggia. Tutta questa tranquillità della sera. Sarà la stessa di dicembre, di gennaio, di febbraio. Che succederà qui quando il mare ingovernabile si sbizzarirsce con il freddo. Quando non c’è più nessuno e l’immagine che ho davanti ai miei occhi è un sogno quotidiano e lontano che ci torna sistematicamente davanti ogniqualvolta pensiamo che abbiamo bisogno di relax.

5 minuti

Voglio scrivere questo post in 5 minuti, senza rileggerlo, solo per condividere un pensiero.

Voglio solo una cosa stasera, un desiderio forte, al dillà di tutto.

Voglio ricominciare.

Una promessa a me stesso, di quelle da mantenere sul serio.

Voglio mantenerla.

Voglio ritrovarmi.
Ritrovare quello che ho perso tempo fa e che vanamente ho riprovato a trovare.

Buonanotte a tutti.

Una lettera d’amore

Roma, 27 Aprile 2010

 

 Stasera mi va di scrivere a te. A te che domenica mi hai regalato l’ennesima delusione. A te che… io non ti sto più capendo.

Non voglio perdermi dietro alla retorica e a giri di parole inutili. Il nostro amore, lo sai bene, è sempre andato al dillà di tutto. Io per te ho ridisegnato la mia vita. Sacrifico praticamente tutto il mio tempo per starti dietro, faccio i salti mortali per farmi trovare sempre pronto. Mi spacco in due per resistere ai tuoi ritmi e alle tue voglie. E tu, in cambio mi dai sempre poco. Basta che faccio un errore, basta che sbaglio una cosetta, te subito… cattivissima rovini sempre tutto. Deve finire questa storia. Si. Perché qui stiamo parlando proprio di cattiveria. Di una vessazione contro chi per te… ha messo da parte tante cose. Io domenica ero pronto, avevo fatto tutto, doveva andare tutto secondo i miei piani. Invece no.

Ma lo sapevo. Dovevo aspettarmelo. Però sai… il nostro è amore.

Sei sempre stata tu a darmi le conferme. A dirmelo di nascosto. All’alba, al tramonto, di notte, con cinquanta gradi all’ombra, sotto i peggiori nubifragi, addirittura sotto la neve. Sei sempre stata tu a farmi innamorare. Sei sempre stata tu a svegliarmi, a portarmi fuori di casa, a farmi riprendere quando le altre cose non andavano. E io… non ti ho mai chiuso la porta. Sono sempre uscito con te.

Con te. Che sei sempre venuta prima di tutte le altre. Da sempre.

Quelle piccole soddisfazioni che mi hai dato le custodisco dentro di me come fossero le cose più preziose che ho. Probabilmente, con te, non sono mai riuscito a farmi valere al punto giusto, non ho mai avuto la forza di metterti fuori dalla mia vita, ho sempre esitato a prendere una decisione. Tanto tu torni sempre. Non te ne vai mai. Lo so già che magari la prossima volta saprai ben rilanciare il nostro amore. Succederà qualcosa, mi farai tornare il sorriso, mi risveglierai, mi farai scrivere tante belle parole. Sentirò nuove sensazioni.

Eppure già è successo. Se vado a guardare gli ultime mesi. Di sensazioni nuove e bellissime, ne ho sentite tante. Eppure questa sera ti sto scrivendo che non è stato niente. Che ti prendi gioco di me.

Manco di impegno? Manco di costanza? Non ti do attenzioni? Ti sottovaluto? Mi sottovaluto? Ehi carina… siamo grandi tutti e due… queste sono storie da bambini. Qua siamo io e te. Se vogliamo farci la guerra, anche se so che vincerai tu, io ci provo, come ci ho sempre provato. Però non mi va….

Pensa a tutti tramonti della Sardegna che si siamo gustati insieme, pensa a quando pur di stare con te a Taranto mi alzavo alle 5 di mattina, pensa alla mia caviglia, pensa ad Armando e Antonio, pensa a tutti i sabati sera che ho passato a casa pensando che la mattina dopo sarei stato tutto tuo.

Tesoro devi darti una regolata. Se dobbiamo vivere insieme, se dobbiamo volerci ancora più bene, se è arrivato il benedetto momento di svoltare è ora che ci prendiamo sulle spalle le nostre rispettive responsabilità. È arrivato il momento di parlare di più e di cercare di capirci in maniera più approfondita. Io devo lavorare, io voglio scrivere un libro, io sto cambiando casa, io voglio cercare di vivere in maniera serena la mia vita da 23enne. Cazzo io ho 23 anni. Io non posso perdermi dietro a te che non mi dai niente. Che mi demoralizzi e basta. Che l’unica sicurezza che sai darmi è che quando ho a che fare con te sicuramente ci sarà da sudare.
Sono molto combattuto. Stasera ti scrivo perché mi sono stufato di sfogarmi con le persone che mi sono vicine.

Peppe, giustamente mi ha detto che non ne vuole più sapere, Mimmo ha tutte le sue teorie che sinceramente mi scoraggiano ancora di più, Antonio dice che comunque va bene, Armando dice che ho troppe cose per la testa, alcuni dicono che non posso lamentarmi, altri dicono che noi due siamo fatti per non lasciarci mai. Io… penso che sono troppo innamorato di te.

Ti do un’altra possibilità. Questa è l’ultima.

(Scusate la pubblicazione in differita!!!)

Continua a leggere Una lettera d’amore

Pensieri sciolti con retrogusto… ancora…

Da tutta un’altra prospettiva sto cercando di realizzare la mia vita delle ultime settimane. Senza respiro. Senza un minuto in più per me. Un giorno pregavo per avere almeno ogni tanto una giornata da 25 ore… oggi spero che ne arrivino almeno 3 a settimana da 34… per cercare di allungare di un po’ i tempi, per contrastare gli inconvenienti (traffico!) ma soprattutto per ritrovarmi.

Stasera sono in caserma. Scrivo dalla scrivania della mia camera. La mia dimora di “ogni tanto”. Dove inspiegabilmente certe volte Francesco sta con Francesco.

Questa bellissima giornata di primavera si sta concludendo con un silenzio misterioso che mi parla di tante cose. Mi sento abbastanza inquieto. Vorrei andare a dormire ma allo stesso tempo, stasera… ho voglia di scrivere. Tanti pensieri spingono per disegnare il nero di questo silenzio serale, una birra accompagna le mie vedute, ma soprattutto il sogno. Il sogno stanotte è tornato. E oggi è stato un continuo pensare e sognare.

Quel solito bacio a fuggire. Quel dolce sfiorarsi. Ritrovarsi nel nulla.

Tra le mie missioni, probabilmente, c’è anche quella di trovare un ago nella sabbia. Tutto sommato una bella missione. Una sfida a “trovarlo prima o poi…”, un mettersi in gioco continuo su tutto, bello… bello… bello… snervante al punto che stasera rido a sentire la primavera che mi entra dentro.

La birra è finita, ne vorrei un’altra ma domenica ci sono da correre 25 giri di pista a cannone e anche sull’atletica ci sarebbero un sacco di cose da dire, ma non mi va di togliere spazio ai miei pensieri, è un momento in movimento quello che sto vivendo, un sottile spazio alternativo sospinto dalle correnti di questo rapporto ormai romantico che ho con il mio correre. Penso sempre di più che l’atletica sia una delle droghe più pericolose che esistono.

Oggi sono andato a guardare il tramonto da Bracciano e ho visto un arancione malinconico che si mischiava a un celeste sbiadito, un soffuso alone di viola salutava questa giornata che forse un po’ più delle altre è stata normale.

Me lo sono scelto io di vivere “all’inseguimento”… dei sogni… di me… un inseguimento totale. Senza badare a nulla. Senza badare alle luci della notte, senza badare a chi ho al mio fianco, cercando il miglior o i migliori compagni di viaggio possibile, facendo caso ai dettagli e attenzione a quello che c’è dietro l’angolo. Un cammino dove una serata come questa è parte integrante del programma. Un cammino dove la rabbia non serve, dove non si conoscono rancori, dove il mondo appare tanto ipocrita quanto lo sei tu.

Nessuno mi ha cambiato la vita. Da solo ci ho provato un sacco di volte. Il futuro non mi fa paura. Mi affascina molto.

Continua a leggere Pensieri sciolti con retrogusto… ancora…