Rivoglio la mia bici e le strade di Barcellona. Rivoglio anche una sola serata balorda. Rivoglio dare al tassinaro il biglietto dell’hotel e farmi riaccompagnare fino all’ingresso. Svegliarmi nel primo pomeriggio e perdermi per le quelle vie larghe, intelligenti e squadrate di quella città magica. Fino al tramonto infinito.
Rivoglio immergermi in quel mare fresco, in quei colori di vita e in quei panorami ammassati. Prendere il cavallo nero e fermarmi a tutti i semafori, provare a parlare 4 o 5 lingue per poi incontrarsi nell’unico vero linguaggio universale: il sorriso. Rivoglio la Barcellona che ho scoperto da solo. Quella che ho memorizzato dopo un paio di sguardi alla cartina e un paio di giri in taxi. Quella di birre, paella, aragoste, melone e panini.
Rivedo solo angoli. Scatti e momenti che ho nella mia testa. Barcellona ha lasciato il segno con il suo genio. Con quelle cose impensabili che fanno parte di lei. Ci rivedremo. Ci ritroveremo. Ti riscoprirò ancora. E sarai ancora più infinitamente bella, geniale, estroversa. Mia!

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