Archivio mensile per luglio, 2010

L’avrei vinta anche io…!

È tardissimo, ma voglio lo stesso condividere qualche immagine e qualche emozione di questa mia prima giornata da spettatore ai Campionati Europei di atletica leggera che si stanno svolgendo a Barcellona.

Nella mattinata sono riuscito a girare mezza città in bici. Ho pranzato sulla spiaggia di Barceloneta. Sembrava di essere a Miami. Arrivato allo stadio verso le 18 ho preso posto, circondato da mezza nazionale italiana.

La bella immagine di Andrew che manda un bacio a tutti dopo aver centrato la qualificazione immediata al primo salto (8,15mt) è proprio quello che ci voleva. Peccato invece per Stefano Tremigliozzi che al terzo salto parte convintissimo centra la misura ma il salto è nullo per un soffio… Stefano meritava la finale!!!

Fantastiche le emozioni del mezzofondo, più della finale dei 200mt vinta magicamente da Lemaitre, gli spagnoli, padroni di casa, sono gli assoluti protagonisti, nei 3000 siepi la pluricampionessa Marta Dominguez resta alla ruota della giovane russa Zarudneva, ci prova fino all’ultimo metro, ma la giovane biondona russa non molla.

La vera bolgia esplode con la finalona dei 1500 metri maschili, c’è Obrist per l’Italia che è stato bravissimo a dormire per tutta la gara, il ritmo è lentissimo, la triade spagnola (Almeno-Casado-Estevez), zitta zitta, spinge e si porta avanti, si porta avanti al punto che la tripletta sembra fattibile.

Vince Casado, si riesce ad infilare nel mezzo il tedesco Schlangen, dietro di lui Almeno e Estevez, sembra un derby Barcellona – Real Madrid, una festa pazzesca, il pubblico ha sostenuto i 3 ragazzi fin dal loro ingresso sulla pista blu dello stadio… che dire… con un incitamento del genere… l’avrei vinta anche io…!

In preparazione per Barcà!

Questo fine settimana il caldo ha leggermente sciolto la morsa. Ancora mi devo fare il primo bagno della stagione. Mi gioco subito un no comment a tal proposito. Ovviamente la volontà è solo quella di inaugurare la stagione balneare nei prossimi imminenti giorni. O a Barcellona. O in Sardegna. Le valigie sono pronte in camera da letto.

Parto giovedi. Torno a Barcellona. Torno per godermela, viverla un pò e poi per vedere i campionati europei di atletica. Le gare ci saranno dal tardo pomeriggio fino a sera. Quindi durante la mattina e di pomeriggio avrò modo di girare e rigirare per la città.

Dal 2006 a oggi sono cambiate un sacco di cose. Dalla famosa gita di “maturità” con i compagni di classe a questo pseudo viaggio di lavoro sono passati 4 anni nei quali parlare di trasformazione o cambiamenti è riduttivo.

In questo rilassante pomeriggio sto provando a programmare un pochino le cose da andare a vedere… giovedi, appena arrivato, andrò subito alla Sagrada Familia, mi sembra più che opportuno visto che sono passati 4 anni… saranno andati avanti con i lavori?!??!

(La foto è presa da Wikipedia!)

Due anni fa…

Due anni fa mi accingevo a terminare la mia prima giornata con le stellette sul collo. Ebbene a distanza di due anni sento ancora forte il ricordo di quei primi giorni in forza armata che tanto mi sono serviti a comprendere meglio come sia variopinto e complicato il resto del mondo.
Oggi è tutto diverso. Negli ultimi 365 giorni le cose sono molto cambiate, come sono cambiate anche le mie ambizioni.

Continuo a vederlo come un cammino, continuo a viverla come una grande esperienza, continuo a sentirla parte integrante della mia vita. L’Aeronautica è la mia seconda famiglia. Grazie a lei ho scoperto che dopo la passione c’è l’amore. Che non sempre quello che dai è quello che ricevi, ma che con l’impegno, la costanza e la dedizione i traguardi si raggiungono sempre.

Si apre una nuova stagione adesso, gli stimoli sono sempre tanti, la voglia di esserci e di fare bene altrettanta.

Io continuo a fare del mio meglio sperando sempre nel meglio.

Se mi ricordo….

Volevo condividere questo momento di follia….

5 minuti

Voglio scrivere questo post in 5 minuti, senza rileggerlo, solo per condividere un pensiero.

Voglio solo una cosa stasera, un desiderio forte, al dillà di tutto.

Voglio ricominciare.

Una promessa a me stesso, di quelle da mantenere sul serio.

Voglio mantenerla.

Voglio ritrovarmi.
Ritrovare quello che ho perso tempo fa e che vanamente ho riprovato a trovare.

Buonanotte a tutti.

Impegni…

Sono un po’ indaffarato questi giorni…..!!!

:-D

Chiamatelo come volete

Trovo il tempo adesso, in questo caldo venerdi pomeriggio, per parlare di quello che mi è successo martedi. Non voglio scrivere troppo. Ma solo sottolineare qualcosa che sento veramente nel cuore.

Andrew Howe è una belva, un ragazzo tanto buono e dolce quanto sportivamente spietato e bramoso di vittoria. Incontentabile, furioso, maledettamente meschino. Dopo 10 mesi di incertezze, dopo due anni claudicanti, dopo tante parole e tantissimi dubbi torna col botto e quanto, quanto, quanto ci piace.

Io probabilmente mi sarei accontentato di chiudere il mio esordio al secondo posto e a 8,05mt, mi sarei preso comunque un sacco di applausi e sarei tornato a casa felice. Lui no. Lui ha rifiutato la felicità per la pace assoluta, quella, l’ha regalata a tutto il pubblico presente allo stadio di Grosseto, che non gli ha regalato solo applausi ma una standing ovation e un ben tornato che solo i campioni si meritano.

Ho visto un leone, ho visto un’aquila, ho visto una pantera nera correre forte e poi andare a prendersi una vittoria che serviva. Ho perso un po’ il controllo, non l’avevo mai visto così convincente, ho visto tornare un bel sorriso sulle facce di tante persone che, come me, sono vicine ad Andrew, vivono la sua quotidianità e fanno il tifo per lui.

Quello di martedi è solo un piccolo tassello. E se è vero il detto che “quanto il gioco si fa duro… i duri iniziano a

giocare”… sono molto “felicemente” preoccupato all’idea di pensare a quello che succederà nei prossimi periodi…

Andrew è un bene che tutti devono sostenere. In questo momento soprattutto. Non solo per lui, ma per lo sport in generale, per l’atletica, per i bambini che devono tornare a giocare nelle strade, per quel sentimento popolare e nazionale che lo sport deve infondere in tutti noi, per i sogni di chi vive di competizione, per chi sogna di andare allo stadio e tornare a casa più felice di prima, per me che dormo poco la notte quando so che la mattina dopo mi aspetta un ricco allenamento. Adesso più che mai. Facciamogli sentire che siamo con lui.

La delusione della nazionale di calcio deve farci capire quali sono i veri valori dello sport. Che non sono i soldi a fare i campioni ma è l’impegno e la sete di vittoria. Che dobbiamo trovare delle alternative e costruirci sopra un nuovo corso… nobile, importante, nostro… perché non si può vivere di solo calcio (malato per giunta!).

Andrew da dopo le olimpiadi di Pechino non si è fermato un attimo. Le ha provate tutte, si è ritrovato spesso con poche alternative e con tante cose contro. Non si è mai buttato giù. Non ha saltato una seduta. Ha lavorato il doppio, ha sognato di più.

Volevo scrivere poco e invece mi sto già dilungando… volevo scrivere dell’emozione che ho provato ad abbracciarlo dopo la gara e di quanto l’ho sentito carico. Un emozione bellissima, una delle più belle che lo sport mi abbia mai regalato, però ridiciamocelo: la strada è ancora lunga e dura. L’obiettivo in questo momento vale la battaglia.

La belva…. Il gladiatore…. Andrew…. Chiamatelo come volete… sappiate che ha tanta voglia di vincere!