Archivio mensile per aprile, 2010

Pensieri sciolti con retrogusto… ancora…

Da tutta un’altra prospettiva sto cercando di realizzare la mia vita delle ultime settimane. Senza respiro. Senza un minuto in più per me. Un giorno pregavo per avere almeno ogni tanto una giornata da 25 ore… oggi spero che ne arrivino almeno 3 a settimana da 34… per cercare di allungare di un po’ i tempi, per contrastare gli inconvenienti (traffico!) ma soprattutto per ritrovarmi.

Stasera sono in caserma. Scrivo dalla scrivania della mia camera. La mia dimora di “ogni tanto”. Dove inspiegabilmente certe volte Francesco sta con Francesco.

Questa bellissima giornata di primavera si sta concludendo con un silenzio misterioso che mi parla di tante cose. Mi sento abbastanza inquieto. Vorrei andare a dormire ma allo stesso tempo, stasera… ho voglia di scrivere. Tanti pensieri spingono per disegnare il nero di questo silenzio serale, una birra accompagna le mie vedute, ma soprattutto il sogno. Il sogno stanotte è tornato. E oggi è stato un continuo pensare e sognare.

Quel solito bacio a fuggire. Quel dolce sfiorarsi. Ritrovarsi nel nulla.

Tra le mie missioni, probabilmente, c’è anche quella di trovare un ago nella sabbia. Tutto sommato una bella missione. Una sfida a “trovarlo prima o poi…”, un mettersi in gioco continuo su tutto, bello… bello… bello… snervante al punto che stasera rido a sentire la primavera che mi entra dentro.

La birra è finita, ne vorrei un’altra ma domenica ci sono da correre 25 giri di pista a cannone e anche sull’atletica ci sarebbero un sacco di cose da dire, ma non mi va di togliere spazio ai miei pensieri, è un momento in movimento quello che sto vivendo, un sottile spazio alternativo sospinto dalle correnti di questo rapporto ormai romantico che ho con il mio correre. Penso sempre di più che l’atletica sia una delle droghe più pericolose che esistono.

Oggi sono andato a guardare il tramonto da Bracciano e ho visto un arancione malinconico che si mischiava a un celeste sbiadito, un soffuso alone di viola salutava questa giornata che forse un po’ più delle altre è stata normale.

Me lo sono scelto io di vivere “all’inseguimento”… dei sogni… di me… un inseguimento totale. Senza badare a nulla. Senza badare alle luci della notte, senza badare a chi ho al mio fianco, cercando il miglior o i migliori compagni di viaggio possibile, facendo caso ai dettagli e attenzione a quello che c’è dietro l’angolo. Un cammino dove una serata come questa è parte integrante del programma. Un cammino dove la rabbia non serve, dove non si conoscono rancori, dove il mondo appare tanto ipocrita quanto lo sei tu.

Nessuno mi ha cambiato la vita. Da solo ci ho provato un sacco di volte. Il futuro non mi fa paura. Mi affascina molto.

Continua a leggere Pensieri sciolti con retrogusto… ancora…

Ho mal di testa.

Il mal di testa, dopo aver monopolizzato tutta la mia giornata, adesso si sta prendendo anche questa dolce serata libera.

Probabilmente ho pagato il cambio meteorologico che c’è stato intorno alle 14… come se un mattone mi fosse caduto sul cranio.

Sul ritmo di “standing ovation” di Vasco… scrivo…

Quando il tuo amico immaginario si chiama Stress, devi imparare a conviverci con il mal di testa e a far sembrare agli altri che sei sempre bello fresco, vivo, vegeto e soprattutto con tantissima voglia di fare.

Oggi ho avuto tanto mal di testa ma penso di essere stato veramente bravo a non farlo vedere a nessuno. Anche adesso… il bello di internet… ho mal di testa… ma non potete vederlo. Potete solo leggerlo… il mio mal di testa.

Il mal di testa che era nell’aria. Il mal di testa di tanti pensieri che si prendono a copocciate tra di loro. Il mal di testa che scoppia se mi giro e vedo che alla tivvù c’è Pupo. Un bel mal di testa di primavera.

Un bel mal di testa che non era proprio il caso di avere. Ma chi lo sa cos’è il caso… è il caso… non è il caso… è mal di testa. Domani mattina non ci sarà più. È il caso… non è il caso… è solo mal di testa. È solo un grido a voce bassa nella mia maledetta testa.

Il mio limite sta li. La mia testa certe volte ragiona come windows. Si blocca sulle cose più banali. Ed ecco il mal di testa. Il crash!

Il mal di testa di alcune domande. Il mal di testa di risposte che non arrivano. Un dolce mal di testa che si armonizza con queste giornate di diabolica frenesia.

Per quel numero mi sono inventato un sacco di numeri. L’ho trovato senza nemmeno rendermene conto e ho detto: “wow!”. E poi un sacco di volte mi sono chiesto se fosse il caso o no… fino a quando non è scappato veramente fuori il sole. Ma oggi ho mal di testa. Mal di testa. Di testa. Di testa. Di testa. E possiamo far finta di niente. Possiamo dire vabbè… siamo simpaticissimi… ci prenderemo ancora qualche caffè… possiamo dirci… “ciao” quando ci vediamo.

Però mi va di dirti tante altre cose. Tipo che ho mal di testa.

Continua a leggere Ho mal di testa.

11 aprile 2010… tante belle cose!

Volevo scrivere ieri sera direttamente… ma non ne ho avuto modo…. Signori. Ieri, 11 aprile 2010. Fin qui, il giorno più bello di questi primi 4 mesi…

Arrivo all’Aquila intorno alle 9 insieme a Massimo e Salvatore. Il meteo è grigio. Sembra reggere però. Dopo un anno torno nella piazza centrale dell’Aquila. È cambiata molto. Le macerie sono praticamente sparite. Ma la città è morta. Ci sono i colleghi dell’Esercito a presidiare le strade. Sembra la scena di un film, mi sento spaesato.

Inizio il riscaldamento verso le 10. Giro per una viuzza stranamente aperta. Arrivo in fondo. Una casa smembrata. Sul terrazzo le una foto con 2 persone che probabilmente non ci sono più. Un brivido mi attraversa la schiena. Penso al fatto che la nostra casa dovrebbe essere la nostra tana, il posto dove ritrovare la nostra vita e le nostre cose, il nostro nascondiglio, il nostro calore, il posto che più di tutti dovrebbe proteggerci dal mondo… e invece… 308 persone sono morte dentro le loro camere, dentro le loro case. E questo è un pensiero che vorrei scrivere ancora ma la malinconia che mi ha riempito è così brutta che voglio smetterla di pensarci…

Si parte. È stata una bella gara. Dopo il terzo chilometro, aiutato da uno straordinario Peppe Carella ho iniziato a recuperare sui vari atleti che mi avevano staccato dalla partenza. La salitella del settimo km mi taglia un po’ le gambe, il vento già ci aveva messo il suo, sinceramente però, la fatica non arrivava, le gambe giravano meravigliosamente, le sensazioni erano quelle che piacciono tanto a me.

Al nono stacco il mio ultimo compagno di fuga e scappo verso l’arrivo praticamente da solo. Non guardo all’ottavo posto, non guardo i 32’56’’ del crono. Guardo le sensazioni che sono quelle che cercavo da tanto tempo.

Dopo la gara. Onna è un paese distrutto. Vedere la tv non rende assolutamente. Onna non esiste più. Ma la gente di Onna ha una forza straordinaria. La gente di Onna è Italiana come me. La gente di Onna, per me, in questo momento è l’orgoglio di questa nostra Italia malata. Nei loro sguardi ho visto la vera determinazione. La grande volontà di guardare solo avanti. Ho ritrovato un po’ di coraggio. Mi hanno dato tanta forza.

Poi, ho passato un pomeriggio che sognavo da tempo. Ho riascoltato un po’ di serenità, ho avuto tanta voglia di sorridere, ho ritrovato i suoi occhi. Quelli che ritrovo ogni tanto nei miei sogni. Quelli che non vorrei mai smettere di guardare. I tuoi occhi…. innocenti… disarmanti… DEVASTANTI… ho mangiato un sacco (non solo io!!!), ho passato un pomeriggio che sognavo da tempo. Guidando in mezzo alla pioggia, alla nebbia, poi di nuovo in mezzo alla pioggia e poi… a Roma, ho trovato uno splendido tramonto. Il tutto con un compagno di viaggio assolutamente inaspettato. Ma lei è così.

Continua a leggere 11 aprile 2010… tante belle cose!

Lettera da GI.

Lo sapevo. Dovevo uscire. E invece è arrivata la mail di GI con allegato un bel video di youtube. Voglio pubblicare tutto… GI se lo merita.

"………Ma tu un libro dovrai scriverlo prima o poi. Assolutamente. Un artista come te! Con tutti i pensieri che ti assalgono. Con tutti i pensieri che ti porti dietro. E che cavolo… Francesco…

Ne leggi 2000 l’anno. Ne compri 4000. Vorrai scriverne 1. Rendi un tributo a questo mondo che ti rende partecipe della sua essenza. Rendi un tributo a mamma e papà che per tutte le rogne scolastiche che gli hai appioppato hanno proprio deposto le armi.

Francesco… Francesco… Francesco… parla a te stesso. Parla al tuo mac. Fai scorrere le tue dita sulla tastiera. Rimettiti veramente sotto con lo studio. Non fare finta di aprire i libri la sera fino a tardi. Puoi permettertelo. La gente ti guarda, io ti guardo, e sembra che di lauree ne hai 4, sembra che di libri ne hai scritti 5 e collabori almeno con 6 professori universitari. Invece no. Francesco sei un microbo. Quelle intelligenze dormienti che una volta ti circondavano adesso si sono svegliate. Hanno lasciato a te il loro sonno… e loro si… non saranno delle professionalità avanzate… come tu potresti essere… ma loro una laurea ce l’hanno… o stanno per prenderla.

…………

Francesco. Guardala questa realtà. Riaccendi il cervello. Ti si è bruciato dietro alla corsa. Dietro allo sport. Dietro al lavoro. Si Francesco. Ti si è bruciato. Hai il grande culo di avere già un lavoro. Ma stai dietro. Non indietro. Stai proprio dietro. Sei stato dietro a quella stronza che ti ha deturpato. Poi hai visto come è andata a finire… Ti ha sistemato il cuscino. Forse anche lei adesso sta avanti a te. Francesco scrivilo questo libro. Scrivilo. Inizia.

Parla di quella storia la… quella che avevi iniziato. Quella che poi ti ha fatto schifo. Riadattala. Parla di facebook che ti appassiona tanto. Parla della cazzo di atletica. Parla di quello che ti pare. Ecco! Scrivi a vanvera come scrivi sul tuo blog. Perfetto! Vincerai sicuro qualche premio… mettici un pizzico di tuo. Lascia stare tutte le tue balorde idee sulla politica, e a tal proposito smettila di dare retta a Berlusconi. Lascia stare la cazzo di razionalità che ti spinge sempre a rifletterci troppo sulle cose. Per una volta rifletti su un bell’obiettivo.

Vai a cercare la magia. Vai a cercare la musica. Sforzati. Spara a zero su tutto. Incazzati……………….


Francesco, ricordati quando compravi i classici latini e te li leggevi sulla metrò, ricordati quando i prof ti chiedevano i libri, ricordati quando compravi “il sole 24 ore” e “libero”, ricordati quando investivi in borsa e quando facevi impressione perché sapevi tutto.

………………..

Ricordati quando dormivi sull’autobus mentre tornavi a casa, quando studiavi filosofia dentro gli spogliatoi, quando la prima cosa che imparavi erano i nomi e le date, quando te ne uscivi con le citazioni di Dante.

Ricordati che ci scrivevi le lettere d’amore e che quelle che scrivevi per te erano fantastiche. Cazzo eri te. Datti una svegliata perché è ora.

Non mi parlare più della tua desolazione………………….

Tu sei uno che può fare quello che vuole nella vita. La prossima volta che ti chiamerò voglio sapere che hai scritto almeno 5 o 6 capitoli!

Tutto inizia con un bel sogno. Riprendi la tua rabbia."

 



 

Continua a leggere Lettera da GI.

CORRI IN ABRUZZO

Domenica correrò la "Corri in Abruzzo" che partirà dal santuario di Colle Maggio all’Aquila e arriverà nel pieno centro di Onna. Si correrà per ricordare le vittime del terremoto e soprattutto per sensibilizzare l’attenzione verso le popolazioni della zona e verso tutto l’iter della ricostruzione. In Abruzzo hanno tanto bisogno di noi, hanno tanto bisogno dell’atletica e soprattutto di speranza! Mi auguro che ci siano tante persone, sia nella gara competitiva che in quella non agonistica. L’organizzazione di Max Monteforte e Vincenzo Ciurleo è stata fin qui eccezionale e sicuramente ci sono tutti i presupposti per un grande evento.

Tutto il ricavato delle iscrizioni sarà INTERAMENTE DOVOLUTO IN BENEFICIENZA!

Visitate il sito www.corriinabruzzo.it , tra gli sponsor tecnici della gara c’è anche ARSENIK!



 

Continua a leggere CORRI IN ABRUZZO

Pensieri sciolti con retrogusto

"Non stai facendo un cazzo. Almeno scrivi. Tieni allenata quella capoccia che hai. Sforzati di produrre qualcosa!!!"


Questo è quello che mi sono detto un minuto fa. Quasi le 23. Venerdi sera. La vita da “free” è bella per questo… probabilmente tra una mezz’oretta uscirò a godermi queste vacanze pasquali. Oppure andrò a dormire per metabolizzare i 18 chilometri che mi sono sparato oggi pomeriggio. Oppure continuerò a scrivere fino a quando non sarò ben contento di quello che ho scritto.

Questi giorni sono preso da molte idee e tante proposte. Non voglio anticipare nulla. Quello che conta è che sono molto sereno e ben disposto. Sicuramente è la primavera che è partita decisamente bene. Dovevo partire ma poi ci ho ripensato, sono rimasto a casetta a dare una mano… il trasloco è imminente… quando stai per cambiare casa senti la paura di abbandonare qualcosa. L’altro giorno pensavo che mi mancheranno i muri e la porta della mia cameretta, la vecchia carta da parati, il mio soffitto, la finestra con il terrazzo… avrò più spazio e sicuramente ci sarà più casino… avrò più indipendenza, ma sicuramente starò sempre di sotto… Un brivido di sfiducia mi ha attraversato per tutto il pomeriggio. Però questa casa nuova mi piace tantissimo. E mi piace soprattutto vedere mia madre che è tutta presa dall’arredamento, dalle luci, dal camino, dai lavoretti di rifinitura… non ne verremo mai a capooooo… mi piace vedere mio padre che le va dietro… sembrano tornati molto molto indietro… quando io forse nemmeno ero nei loro pensieri… c’è armonia e terrore intorno a me…

Non mi sopporto più.

(le dimensioni del carattere sono state volutamente alterate!!!!)

Continua a leggere Pensieri sciolti con retrogusto