In questa serata cosi stanca e silenziosa dal buio soffuso della mia stanza trovo un po’ di tempo per parlare di due giorni che sto mettendo nella mia bacheca dei ricordi per non toglierli più…
Si perché sono stati proprio piacevoli e mi hanno regalato belle emozioni.
Vorrei scrivere tantissimo e raccontare un sacco di particolari. Ma non voglio farlo perché altrimenti cadrei nel banale, nel retorico e in tutta una serie di ripetizioni che magari stanno bene su altri siti e altri blog… di certo… non sul mio!!!
Anzi… lo premetto cosi da non essere frainteso… quello che è scritto di seguito lo sento forte e chiaro dentro di me. Ne sono convinto e ne prendo atto.
Prima di parlare di tutto quello che è andato bene… mi sembra doveroso parlare di ciò che è andato male… ma più che dire “andato male” direi cioè che non ha reso assolutamente perfetta una gara che lo era. Assolutamente. Non voglio sembrare troppo sicuro, ma penso intensamente di aver corso almeno 8km di gara perfetti. Senza intoppi. Sempre in spinta… e che spinta. Sentivo le gambe volare. Andare da sole. Perfetto. Poi nebbia. Silenzio. Oscurità. Dolore. Tutto in un secondo. Nel secondo esatto in cui realizzavo che era il caso di mettere la ciliegina sulla torta. Di provare ad andare ad “acchiappare” qualcuno li davanti. Ce ne avevo tanta. Me la sentivo. Però booomm… la mina è scoppiata… e proprio gli ultimi 1500 metri sono stati un calvario… un dolore fortissimo al fianco si è impadronito di me. Solo nell’ultimissima parte… diciamo gli ultimi 500 metri(c’èra il cartello) ho avuto la forza di girarmi e vedere che da dietro arrivavano forti e rischiavo di buttare tutto al cesso. Li ho trovato la forza. L’ultima di andare ancora e di arrivare.
Per il resto è stato tutto bello. Forse troppo. Un approccio alla trasferta tranquillo e rilassato, un viaggio spensierato e vivace, tante risate e tanta allegria fin dal primo minuto. Poi la gara… mi ha dato delle sensazioni e delle emozioni veramente irraggiungibili. Peccato. Veramente peccato, perché qualcosa alla fine non ha funzionato come doveva… altrimenti oggi veramente direi di aver corso la gara più bella ma soprattutto la gara più azzeccata e perfetta che abbia mai corso.
Non mi piango addosso e anzi sono felice perché comunque ho imparato che soprattutto quando ti senti padrone di quello che stai facendo è li che il pericolo è dietro l’angolo. Sono felice perché ho capito ancora una volta e ancora di più di essere sulla strada giusta con le persone e con l’ambiente giusto.
Sono felice perché ho capito che quando credi a una cosa. Gli unici ostacoli sono il tempo e te stesso. Per il resto se ci credi veramente niente e nessuno può fermarti.
Salire sul palco con le migliore promesse under 23 d’Italia è stato un onore ma soprattutto una gioia unica. Penso di essermelo meritato. Ho l’amaro in bocca solo per il fatto che quel settimo posto poteva benissimo essere un sesto e magari anche un quinto. Ma va bene cosi. Mi accontento. Mi accontento e continuo a lavorare.
Prima di chiudere è doveroso ringraziare sempre il mio coach Armando Martini che mi sta facendo crescere tantissimo, Antonio Miggiano che è arrivato 22° e ha fatto una grande gara e poi mi sopporta sempre in allenamento, il mio compare Mimmo Ricatti che mi è stato molto vicino in quest’ultimo periodo e poi Running Club Futura che sta credendo in me e mi sta dando la possibilità di far parte di un ottimo gruppo di persone e di atleti.
Ho detto tutto. Oggi pomeriggio ho corso 40 minuti a 3 metri da terra.
Buonaserata.
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