Archivio mensile per marzo, 2009

VOLACIAMPINO… FORFAIT…

A poche ore ormai dalla gara di domani mattina mi vedo costretto a dare forfait… purtroppo sono stato richiamato urgentemente in servizio e domani mattina essere alla partenza della VolaCiampino sarebbe un’impresa che proprio non mi sento di fare.

Mi dispiace molto visto che, anche se controvoglia… a causa di piccole vicissitudini con gli organizzatori, ci tenevo ad esserci per fare un bel test e una bella gara per programmare poi i prossimi impegni… gli allenamenti delle ultime settimane sono  stati veramente positivi e secondo me domani si poteva veramente fare bene… ma l’Aeronautica viene prima di tutto… e sinceramente essere oggi, 28 MARZO 2009, in servizio mi inorgoglisce anche un pò… 86 anni fa nasceva infatti l’Arma Azzurra che oggi è la mia forza armata e che mi permette di fare il mio lavoro e di stare a contatto con ottime persone che prima di essere colleghi sono amici.

Certo avevo altri programmi per questo weekend…

Buon sabato a tutti!
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VOLACIAMPINO

Domenica… controvoglia… sarò ai nastri di partenza della VolaCiampino.

Lo scorso anno feci una gran bella gara giungendo decimo assoluto e chiudendo con un dignitosissimo crono di 32 minuti e 39 secondi… domenica spero tanto di migliorarmi…

Buonanotte!
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Pensiero che và… pensiero che viene…

Un altro 24 è arrivato e sta già passando….

"…Entrerò nei tuoi pensieri di una notte che non dormi
e sentirai freddo dentro
Entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino
e per quel giorno tu mi porterai con te…"

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UN BEL PO’ DI FOTO….

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MOMENTO MUSICALE….

"Out here the nights are long, the days are lonely
I think of you and I’m working on a dream
I’m working on a dream

Now the cards I’ve drawn, it’s a rough hand darlin’
I straighten my back and I’m working on a dream
I’m working on a dream

I’m working on a dream
‘Though sometimes it feels so far away
I’m working on a dream
I know it will be mine someday

Rain pourin’ down, I swing my hammer
My hands are rough from working on a dream

From working on a dream

I’m working on a dream
‘Though trouble can feel like it’s here to stay
I’m working on a dream
Our love will chase the trouble away

I’m working on a dream
Though it can feel so far away
I’m working on a dream
Our love will make it real someday

Sunrise come, I climb the ladder
A new day breaks and I’m working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream

I’m working on a dream
‘Though it can feel so far away
I’m working on a dream
And our love will make it real someday

I’m working on a dream
‘Though it can feel so far away
I’m working on a dream
And our love will make it real someday"

BRUCE SPRINGSTEEN – WORKING ON A DREAM

Volevo mettere il video… ma vabbè… ecco il link… clicca qui!

Oggi ho comprato l’ultimo cd di The Boss… fantastico… come tutti gli altri… tutte canzoni da adorare fino all’ultimo secondo… da vivere… da sentire mille volte e poi riniziare a sentirle… working on a dream… sto lavorando a un sogno… un concetto fantastico… un qualcosa che fino a quando non lo fai concretamente non ti rendi conto di quanto sia bello… unico… alzarsi la mattina e non vedere l’ora di fare, di stare, di sentire, di collaborare… io come sempre dietro alla musica e alle parole di questo uomo ci sento l’America… mentre fuori adesso c’è la tempesta… io mi sento strano questi giorni.

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SCATTI SERALI




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Campionati Italiani…. Parliamone!

In questa serata cosi stanca e silenziosa dal buio soffuso della mia stanza trovo un po’ di tempo per parlare di due giorni che sto mettendo nella mia bacheca dei ricordi per non toglierli più…

Si perché sono stati proprio piacevoli e mi hanno regalato belle emozioni.

Vorrei scrivere tantissimo e raccontare un sacco di particolari. Ma non voglio farlo perché altrimenti cadrei nel banale, nel retorico e in tutta una serie di ripetizioni che magari stanno bene su altri siti e altri blog… di certo… non sul mio!!!

Anzi… lo premetto cosi da non essere frainteso… quello che è scritto di seguito lo sento forte e chiaro dentro di me. Ne sono convinto e ne prendo atto.

Prima di parlare di tutto quello che è andato bene… mi sembra doveroso parlare di ciò che è andato male… ma più che dire “andato male” direi cioè che non ha reso assolutamente perfetta una gara che lo era. Assolutamente. Non voglio sembrare troppo sicuro, ma penso intensamente di aver corso almeno 8km di gara perfetti. Senza intoppi. Sempre in spinta… e che spinta. Sentivo le gambe volare. Andare da sole. Perfetto. Poi nebbia. Silenzio. Oscurità. Dolore. Tutto in un secondo. Nel secondo esatto in cui realizzavo che era il caso di mettere la ciliegina sulla torta. Di provare ad andare ad “acchiappare” qualcuno li davanti. Ce ne avevo tanta. Me la sentivo. Però booomm… la mina è scoppiata… e proprio gli ultimi 1500 metri sono stati un calvario… un dolore fortissimo al fianco si è impadronito di me. Solo nell’ultimissima parte… diciamo gli ultimi 500 metri(c’èra il cartello) ho avuto la forza di girarmi e vedere che da dietro arrivavano forti e rischiavo di buttare tutto al cesso. Li ho trovato la forza. L’ultima di andare ancora e di arrivare.

Per il resto è stato tutto bello. Forse troppo. Un approccio alla trasferta tranquillo e rilassato, un viaggio spensierato e vivace, tante risate e tanta allegria fin dal primo minuto. Poi la gara… mi ha dato delle sensazioni e delle emozioni veramente irraggiungibili. Peccato. Veramente peccato, perché qualcosa alla fine non ha funzionato come doveva… altrimenti oggi veramente direi di aver corso la gara più bella ma soprattutto la gara più azzeccata e perfetta che abbia mai corso.

Non mi piango addosso e anzi sono felice perché comunque ho imparato che soprattutto quando ti senti padrone di quello che stai facendo è li che il pericolo è dietro l’angolo. Sono felice perché ho capito ancora una volta e ancora di più di essere sulla strada giusta con le persone e con l’ambiente giusto.

Sono felice perché ho capito che quando credi a una cosa. Gli unici ostacoli sono il tempo e te stesso. Per il resto se ci credi veramente niente e nessuno può fermarti.

Salire sul palco con le migliore promesse under 23 d’Italia è stato un onore ma soprattutto una gioia unica. Penso di essermelo meritato. Ho l’amaro in bocca solo per il fatto che quel settimo posto poteva benissimo essere un sesto e magari anche un quinto. Ma va bene cosi. Mi accontento. Mi accontento e continuo a lavorare.

Prima di chiudere è doveroso ringraziare sempre il mio coach Armando Martini che mi sta facendo crescere tantissimo, Antonio Miggiano che è arrivato 22° e ha fatto una grande gara e poi mi sopporta sempre in allenamento, il mio compare Mimmo Ricatti che mi è stato molto vicino in quest’ultimo periodo e poi Running Club Futura che sta credendo in me e mi sta dando la possibilità di far parte di un ottimo gruppo di persone e di atleti.

Ho detto tutto. Oggi pomeriggio ho corso 40 minuti a 3 metri da terra.

Buonaserata.

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Porto Potenza Picena… arrivoooo!


Tutto è pronto per i Campionati Italiani di domenica. Non vedo l’ora di sentire lo sparo e partire… è stata una settimana veramente positiva nella quale ho lavorato con grandissimo entusiasmo.

Partirò alla volta di Porto Potenza Picena domani nel primo pomeriggio e mi auguro solo che sarà una trasferta da ricordare. A quanto pare la gara sarà trasmessa in tv su rai sport sat canale 227 di sky. La partenza è prevista alle 13:20… all’ora di pranzo!!!

Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che in questi ultimi 6 giorni hanno pensato bene di farsi sentire… di mandare un sms… una telefonata… un messaggio su fb… non è che abbia vinto un titolo mondiale ma è stato veramente bello sentire la vicinanza di tante persone.

Buonaserata!

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Campione Regionale di Cross

La giornata oggi è cominciata all’insegna del lavoro… e decisamente non è iniziata in maniera noiosa… è un bel momento professionalmente parlando… adesso trovo un momentino per parlare della gara di domenica. È assolutamente necessario!

Avevo un conto aperto col cross. E oggi posso dire di averlo, in parte, chiuso. La gara di domenica, anche se poco partecipata, mi ha regalato delle belle emozioni e soprattutto delle sensazioni fantastiche che mai ho provato in gara.

È andata come volevo io… una prima parte molto tattica e fatta di continui cambi, il percorso lo permetteva e c’èrano tutte le condizioni per farlo. I lunghi rettilinei, le curve in discesa e nella parte finale e poi la salita lunga e con un buona pendenza mi hanno permesso di correre sempre con un buon ritmo sulle gambe. Ho sofferto solo i sassi nella parte centrale del giro… che hanno complicato tutti i piccoli dolori che ho ai piedi in questi ultimi tempi.

Era quasi finito il terzo giro quando ho sentito Claudio Ciccottelli staccarsi e ho capito che era il momento di andare… gli ultimi due giri sono scivolati veloci e il distacco è aumentato notevolmente e proprio nell’ultimo giro ho avuto modo di riflettere… di pensare che la stagione invernale è quasi finita e che domenica mi aspettano i Campionati Italiani ma che già adesso mi sento soddisfatto. Poi eccomi arrivare vedo Armando. Questa piccola vittoria è per lui.

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E domenica… si gareggia!!!

Ecco un apparizzione veloce giusto per scrivere che domenica sarò alla partenza dei Campionati Regionali Individuali di Corsa Campestre che si correranno al Parco Archeologico di Vulci vicino Montalto di Castro. Prenderò parte logicamente alla gara lunga di 10km.

Spero di correre bene e di fare una bella gara.

Buonagiornata!
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Ancora atletica… Ancora Lazio…

Voglio parlare di atletica e di Lazio da un punto di vista che poche volte ho avuto modo di esporre su questo spazio. E devo soprattutto dire che ci ho pensato molto prima di iniziare a scrivere perché ero “decisamente indeciso” sul “se farlo o meno” e soprattutto sul “da dove iniziare”…

L’ispirazione mi è venuta in questi giorni nei quali sulla bocca di tutti i podisti si parlava solo di RomaOstia. E allora ho ripensato un po’ al passato. Alle scorse stagioni. Quando pur non correndola per i miei compagni di squadra ne ero uno dei protagonisti perché gran parte di tutta la nostra organizzazione passava per le mie mani…

Qualche giorno fa sul sito della FIDAL Lazio è uscita la classifica del criterium regionale di corsa su strada del 2008. Quella definitiva. E io l’ho guardata con tanto orgoglio e soddisfazione perché porca miseria… c’ho messo l’anima per portare tutti insieme all’undicesimo posto. L’anima.

Lo scorso anno alla S.S. Lazio Atletica c’èrano 45 tesserati. Meno di cinquanta. Molto meno di 100. Di questi 45 in 15 non hanno mai preso parte a gare del criterium. 5 non hanno fatto nessunissima gara di nessun tipo. 16 atleti hanno alternato la loro presenza alle varie prove. In 8 sono stati presenti attivamente almeno ad un paio di prove al mese. 1 ha partecipato praticamente sempre.

E io in questo momento penso solo che ci ho azzeccato. Azzeccato a far ruotare la squadra. A caricarmi in macchina tutti per andare a gareggiare. A offrire benzina e risorse che poi non ho mai richiesto a nessuno. A prendermi responsabilità che nessuno mi ha mai dato. A fare esperimenti e prove. A dispensare consigli e sacrificare tanto e tanto tempo libero che potevo dedicare alla mia vita privata…

In 15 siamo riusciti a infilarci in mezzo a team molto molto molto più numerosi di noi. Io l’avevo capito subito che la nostra qualità era di gran lunga superiore alla quantità di tante altre squadre e il criterium premiava questo. Qualità e quantità unite insieme ma non per forza bilanciate. E ho sfruttato tutto il possibile per fare bene. Partecipazione massiccia alle prove nazionali per prendere più punti possibili sia con la quantità che con la qualità. Partecipazione costante e distribuita per prendere anche gli spicci alle prove regionali… sfruttando anche il concetto che: ”un’ora di lento puoi farla anche domenica mattina alla gara…”.

È la Lazialità che mi ci ha spinto. Era la voglia di vedere la mia Lazio e di fare bene per lei e con lei. Quella Lazialità che mi hanno fatto scoprire un sacco di persone nelle 3 stagioni che ho passato alla Lazio. Un sentimento che non riuscirò mai a mettere via. Un misto di orgoglio, onore, amore, fedeltà e gioia che diventa lo stimolo per fare ancora più bene che vale più di tante chiacchiere, che nessuno ti può insegnare ma che tutti quelli che lo sentono possono dimostrarti, un qualcosa che l’adrenalina nemmeno la conosce perché ti da molto ma molto di più. La Lazialità.

Adesso è vero che vesto una nuova maglia. E che non dovrei stare qui a fare morali o a spiegare tante cose. Ma i perché di questa cosa li conosco sicuramente io e sicuramente tante altre persone che a questo punto dovrebbero prendere a capocciate un muro e interrogarsi su quello che è il loro operato. Su quello che anche loro hanno fatto. Sul se è anche merito loro che certi meccanismi siano funzionati. Io la mia maglia Biancoceleste me la sento ancora addosso. Nessuna maglia mi saprà dare tanto. Nessuna maglia potrò mai più baciare. Lasciarla è stata una cosa difficile. Una scelta sofferta. Sofferta ma necessaria. Per crescere ed affermarmi.

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