Era veramente un sacco di tempo che non sbagliavo il riscaldamento… ormai di solito corro non più di 25-27 minuti e poi mi dedico allo streching e ai vari esercizi di attivazione… però siccome per tutto il pre-gara sono stato con l’IPod attaccato alle orecchie non avevo assolutamente sentito che la partenza era posticipata di mezzora… e alla fine ho corso 45 minuti e mi sono dedicato tranquillamente a tutto il resto… adesso con soddisfazione dico che alla fine tutto questo correre non ha influito sulla gara… perché mi sono sempre sentito bene … dall’inizio alla fine.
È stata una gara positiva. Come lo fu lo scorso anno. Questa volta più lenta per via di un percorso che negli ultimi giorni con la pioggia si è ridotto a un pantano di pozzanghere e sabbie mobili.
La partenza è stata subito buona io ho cercato di mettermi subito all’interno e di prendere una posizione buona. I primi 300 metri sono stati faticosissimi perché eravamo in tanti e veramente il percorso era un disastro… prima di noi ci erano passati tutti tutti tutti. Dopo le prime curve il gruppo di testa si delinea, io mi sento benissimo, c’è Peppe De Giacomo vicino a me, davanti i miei cari colleghi di Vigna di Valle con qualche elemento dell’Esercito, il mio compagno di squadra Dourmi Said e insomma… siamo una bella combriccola… il primo giro passa veloce, sull’unica leggerissima discesa sfrutto un po’ di spinta per provare il primo allungo, capisco che funziona, sento le gambe che vanno, ma poi mi ritrovo di nuovo frenato da quei maledetti primi 300 metri del giro… sinceramente è un blocco a cui cerco di dare meno peso possibile… già da prima di partire in tanti mi avevano detto… “occhio che in quei tratti si corre male… mettiti di lato…” io li ho sentiti poco questi consigli e testardamente mi sono detto: “ho le chiodate, se mi infango non me ne frega niente… andiamo…” e l’unico ostacolo è stato proprio quello che in certi tratti mi afflosciavo dentro la fanga… ma in fondo… il bello del cross è anche questo… e a me piace da morire.
Dopo un paio di curve si svolta a sinistra e si apre il lungo rettilineo che poi ci porterà a quello finale… da poco insieme a Peppone siamo riusciti a metterci alle spalle Piero Leone dell’Esercito. Io lo conosco bene Pietro, al Calissoni mi ha sfoderato una volata finale da paura e stavolta non voglio assolutamente che si ripeta, però sinceramente dentro mi sento un po’ titubante. Non è paura. Penso che sia inesperienza pura. Vediamo Dourmi Said, dico vediamo perché sicuramente anche Peppone lo vedeva, stavamo li tutti e due, con lui facevamo il terzetto RCF che deve portare la squadra al titolo regionale e alla finale nazionale del cross corto.
Andiamo, io sinceramente non mi sento in questo tratto… poco prima sulla curva ho avuto modo di girarmi e di valutare la situazione… tranquillissima… posso controllare… attenzione… mi sto accontentando… quando ti accontenti perdi… perdi con te stesso… non devo… ritento… si svolta a destra, il rettilineo è finito, adesso 200 metri che salgono leggermente, si gira di nuovo a destra e mancano meno di 400 metri all’arrivo… bisogna tirare fuori tutto, supero pure io Dourmi Said, adesso siamo io, Peppone e più avanti il mio collega Licciardi, cambio bene, mi affianco a Peppone che da grande atleta mi incoraggia, e siccome già lo aveva fatto poco prima, la cosa mi da ancora più carica, adesso cambio forte, è finita. Sesto. Bellissimo.
È stata una mattinata bellissima per me… dopo i mostri di domenica 11 al Cross del Tevere… oggi torna a splendere il sole… (DOPO LA GARA è USCITO VERAMENTEEEE!!!!) e poi sapevo che c’èra una tifosa speciale…
Da domani si ricomincia a lavorare… domenica 8 febbraio… Campi Bisenzio… Firenze… Carbons c’è.
I RISULTATI
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