Archivio mensile per dicembre, 2008

MEGAPOST 2008

Questo è il superpost del 2008. Viene dal cuore. Viene dal cuore perché tutte le persone che stanno scritte di seguito si meritano un grazie perché in qualche modo in questo 2008 hanno fatto qualcosa che è stato utile… utile per me… per la mia vita… per il mio lavoro… per le mie amicizie… per il mio sport… per quello che mi sento e che mi piace fare. Ho voluto fotografare un momento anche se poi insieme abbiamo vissuto qualcosa di diverso. Buona lettura…

Grazie al Maresciallo Mitrangolo che quando stavo a Taranto mi ha fatto ammazzare dalle risate e mi ha sempre dato i permessi il sabato e la domenica, grazie a Mario Carzedda quel che è… è anche merito suo, grazie a Giorgio Gennari Litta che da Milano ha corso con la mia stessa maglia, grazie a Cosimo Bottalico che nella desolazione tarantina di questa estate è stato uno dei miei pochi punti fermi, grazie a Mariano Mirabelli… huanema!, grazie a Vincenzo Fiorillo che mi ha fatto scoprire che un uomo può avere gli occhi bicolor, grazie a Yuri Taurino che resta sempre il mio dj preferito, grazie a Ivan Piantini un coach creato da me a mia immagine e somiglianza, grazie a Simone Petricca amico e collega innamorato della corsa e della Lazio che in alcuni momenti un po’ cosi… mi è stato a suo modo vicino, grazie a Giampiero Cacciato forse l’unica persona che mi ha sempre saputo dare una mezza soluzione a tutta una serie di mezzi problemi che ho avuto e complimenti per tutto quello che ha fatto per i blogtrotters… se esistiamo è merito suo!, grazie al Maresciallo Trapanese che mi ha accolto a Vigna di Valle col suo sorriso, grazie a Simone Cascione che non si dimentica mai che sono amico suo, grazie a Adriano Capasso il mio vicino di letto a Taranto… un personaggio assoluto a cui mi sono legato tantissimo, grazie a Marco Testero che involontariamente mi ha fatto conoscere una persona nel momento in cui ne avevo più bisogno e poi perché è troppo simpatico, grazie a Carletto De Santi che ogni volta che lo vedo mi sento ancora più calmo, grazie a Vincenzo Bonanni un vero lavoratore, grazie al Maresciallo Peluso che mi fa sempre mangiare bene, grazie ad Alessandro Cicchinelli che per riparare e ripristinare i computer è il numero 1, grazie a Peppone De Giacomo unico e insostituibile una vera istituzione dell’atletica italiana… e spero tanto che torni ad allenarsi con me e Antonio, grazie a Roberto Matrigiani quel che è… è anche merito suo… sempre presente nella mia vita di atleta, sempre pronto a consigliare e ad aiutare, grazie ad Andrea Passacantilli anche se è della riomma è un bravo ragazzo, grazie a Ranieri Carenza che non ha voluto premiarmi alla VolaCiampino, Grazie all’autista del pullman che ci ha accompagnato alla RomaOstia e mi ha lasciato un’ora e mezza ad aspettarlo, grazie a Ram, il parcheggiatore del mio ristorante preferito, che ogni volta mi trova un posto comodo e tutto per me, grazie a Mario Graziano il primo che mi ha aperto la sbarra della caserma, grazie a Josè Francisco Biagini primo perché è mio parizoma poi perché ormai si è abituato ai miei disturbi…., grazie a Emanuele Picazio che ancora si crede in grado di farci le scarpe, grazie a Luciano Ligabue che con la sua musica mi ha aiutato a restare sempre sulla mia strada, grazie a Fabio Bartolomucci la prima persona che ho conosciuto a Taranto… volevo restare anonimo e zitto zitto e invece mi sono sentito fare: “ma tu che fai atletica?! Sei di Roma?!”, grazie alla Apple perché ha creato l’Ipod, grazie a Niccolò Ammaniti che mi ha tenuto compagnia con i suoi testi in un momento strano, grazie a Gigi Cartoni che senza di me si è sparato una megagrigliata in Sardegna a casa miaaaa, grazie a uTorrent che è un programma p2p con i controcazzi, grazie a Fabio Mariocchi che ogni volta che mi fa una foto poi me la manda, grazie a Max Monteforte che mi ha invitato alla sua gara spettacolare… peccato che ho fatto ridè!, grazie a Giuseppe Rapetti che è venuto un sacco di volte a spasso con me a fare mille gare, grazie a Davide Iafrate il giorno dopo che è venuto a cena a casa mia è arrivata quella cavolo di lettera che mi ha cambiato un po’ la vita, grazie a Sebastiano Barca che ogni giorno si scopre un po’ utile, grazie a Domenica Mignini che mi ha fatto un po’ fantasticare, grazie a Bruno Scardamaglia che ogni tanto mi offre un bel pezzo di pizza, grazie a Aruba s.p.a. che permette a Carbons.it di essere il mio sito, grazie alla Pavesi per aver creato i Pavesini lo snack più mangiato dal sottoscritto, grazie a quello che mi ha fatto cascare al terzo giro della famosa americana dell’acqua acetosa… un mese e mezzo fermo e ancora adesso il piede mi fa male, grazie a Vincenzo Smith che solo a guardarlo ti fa fare una risata, grazie a Valentina Cascioli che dopo non se sa quanto si è fatta risentire, grazie al dottor Gianluca Pollini che so di aver deluso ma che comunque resterà sempre un mio grande amico e soprattutto un grande Laziale vero, grazie a Mauro Zarate che mi ha fatto gridare come un pazzo ogni volta che ha messo dentro quella palla, grazie a Facebook.com che ce l’ho da 3 anni ma l’ho scoperto solo da qualche mese, grazie a Louis Javier Bartos Perez 4 nomi una sola persona un grande compagno di allenamento, grazie a Zio Maurizio Scicchitano che da quando si allena con quelli del Planet… non se fa più senti!, grazie a Peppe Carlomagno perchè senza di lui il corso di Managemente dello sport della Luiss-SDS non sarebbe stato lo stesso, grazie al geometra Filippi che per farmi andare a vivere a casa nuova c’ha messo 3 anni, grazie ad Anacleto Cappelli che ci sono poche parole per dire quanto è una brava persona e per dire quanto lo stimo, grazie a Lazio.net che ha censurato non se sa quanti articoli che gli abbiamo mandato, grazie a Francesco Misuraca il primo membro del gruppo da me voluto e creato durante il corso di management sportivo alla scuola dello sport, grazie a Gianvito Petruzzi il secondo membro, ma non per questo di minor importanza, grazie a Stefano Stabile che ha montato con me di guardia all’ingresso quando io nemmeno sapevo cosa volesse dire stare di guardia, grazie a Gianni Paone che mi ha fatto capire veramente cosa significa essere innamorati della Lazio, grazie a Daniele Maiali perché so che posso sempre contare su di lui sia quando sto male, sia quando sto più bene del bene, e perché so che fa sempre il tifo per me, grazie a Ewa Mozrovich(?!) che dentro di me sento che è stata una delle poche persone veramente e profondamente sincere con me, spero tanto che mi abbia capito…., grazie a Simone Piferi che con il suo sorriso e la sua costanza mi ha sempre fatto compagnia all’acqua acetosa, grazie a Bruce Spingsteen che ascoltandolo mi fa sentire l’America, grazie a tutti i guardiani dell’acqua acetosa che mi hanno fatto entrare senza tessera, grazie ad Alessandro Siddu che quando sto in Sardegna è il mio grande compagno di avventure, grazie al Maresciallo Mometti che non c’ha sempre ragione e che comunque sia è troppo una brava persona, grazie ad Andrea il barista di vigna che con i suoi caffè aiuta la mia regolarità intestinale, grazie a Francesco Spina che quando ride mi fa troppo ridere, grazie a Umberto Lucci che lo conosco di vista da almeno 3 anni ma solo a settembre ho scoperto che sta in Aeronautica da 10, grazie a Ilaria Chirico che mi ha lasciato solo nel momento migliore, grazie a Luca Tassarotti che se la sente sempre calla… però è un bravo ragazzo…, grazie a Ludovico Nerli Ballati che mi ha sempre incoraggiato in tutte le sue cronache podistiche, grazie a Michele Iapaolo che mi fa sempre compagnia in gara, grazie all’assistente del prof. Guzzetta che mi ha fatto ritirare all’esame e mi ha fatto proprio passare la voglia di studiare legge… bastava cambiare domanda… sapevo tutto, grazie a Mauro Morvidi che ancora non riesco a capire perché ha deciso di smettere di correre, grazie a Cosimo Damiano Cerullo che ancora me deve ridà 43 euri, grazie a Renè Felton perché vederla allenare è sempre un piacere, grazie alle signorine del lavaggio auto vicino casa mia che ogni volta con grande coraggio e forza d’animo si danno da fare per pulire la mia macchina, grazie ad Adriano Galliani perché dalla tv si fa sempre insultare, grazie al mio Nokia E61i che ogni giorno mi permette di connettermi a internet da dove mi pare… sia in wap che con il pc…, grazie ad Alessandro della pizzeria Elefantino che mi trova sempre un posto e che mi ha sempre fatto mangiare da paura, grazie a Angelo Antonio Pinto… pure se è del sicral je volemo bene, grazie a Delio Rossi perché quando vuole entrare pure lui in campo me fa impazzi!, grazie ad Andrea Caravetta perché è sempre er mejo amico mio insieme a zio Cascio, grazie ad Alvaro Pierini che mi manca tanto, grazie al Maresciallo De Angelis che a Taranto mi faceva sempre correre per affari miei…, grazie alla signorina dell’hotel mar grande di Taranto che è sempre stata gentilissima, grazie a Jack che ha sempre commentato anonimamente questo sito ed è l’unica persona che non riesco ancora a beccare! Grande!, grazie a Giovanni Espostito… tra un po’ lo finisco e lo consegno il project work… promesso…, grazie a chi mi ha suggerito di aprire il conto con Banca Intesa, grazie a Valeria e Vittoria Carboni che ogni volta che mi abbracciano mi fanno sentire pieno d’amore e di bontà e mi riempiono la vita come nessuno è mai riuscito, grazie a Nadia Malta chissà quando ce lo prenderemo sto benedetto caffè, grazie a Zio Claudio che quest’anno ha permesso alla mia macchina di camminare da sola, grazie a Andrea Iobbi che si conferma il mio primo e unico fornitore, grazie all’Avvocato Roberto de Felice la maglia Biancoceleste vale molto di più di tante chiacchiere, grazie a Annarita Viotti che c’ha un sorriso che ogni volta mia fa salire l’allegria, grazie a Oliviero Santini il più duro cagnaccio della Tenuta del Cavaliere, grazie alla squadra azzurra di tiro con l’arco perché mi ha fatto piangere quando ha vinto l’argento a Pechino, grazie ai consigli del commesso di Saturn di Romaest che mi ha fatto comprare un modem netgear che è una ciufeca, grazie a Vasco Rossi l’unica vera e inarrivabile rockstar italiana, grazie a Domenico Ricatti un nuovo amico che ho trovato lungo una nuova strada (lento variato!), grazie a Silvio Berlusconi che ha proprio liberato l’Italia, grazie a Francesco Rutelli che è sparito dalla circolazione, grazie a Michele Proscia perchè è lui il vero padrone della palestra, grazie al mio splendido fax che è proprio una bomba, grazie a Behrami che ha messo fine alle speranze scudetto della seconda squadra della mia città (io c’èro e lo sapevo che succedeva!), grazie a Luciano Duchi dei bancari romani che mi ha fatto i complimenti sul suo blog dopo il decimo posto alla VolaCiampino, grazie ad Alessandra e Francesco di 360Sport il mio negozio sportivo preferito, grazie a Pasquale Cecere che è il mio pig preferito, grazie alla commessa di Tiffany che quando ho comprato una collana mi ha fatto un sorriso mostruoso, grazie a quel pischello che a giugno si trovava a passare con il suo motorino nel momento esatto in cui ho deciso di svoltare a sinistra, grazie a Salvatore Torretta il miglior pittore artigiano che ci sta in circolazione, grazie a Daniele Troia che resta sempre la mia bestia nera, grazie a Noemi quella che ho conosciuto sull’eurostar perché aveva due occhi che facevano giorno, grazie a Tonino Contu dell’Atletica Amatori Orosei che è sempre molto ospitale, grazie a Ugo Capasso che mi ha consigliato di usare utorrent per il p2p, grazie a Francesco Savastano che ancora mi deve portà le mozzarelle, grazie a Viviana del bar di Anguillara che tutte le mattina mi fa un gran caffè, grazie alla finestra della garitta dell’ingresso di Vigna di Valle anche se non si vede niente c’è un panorama spettacolare sulla pista e sul centro sportivo, grazie al Maresciallo Riccardo Baraldi che mi ha fatto compagnia in un sacco di allenamenti, grazie al mio pc portatile che se potesse parlare di tutte le cazzate che ci scrivo mi sputtanerebbe proprio, grazie a Salvatore Missale perché ha imparato a tutti la parola ‘bare che me sta proprio……, grazie ad Antonio Miggiano perché è il mio compagno di allenamento preferito con la sua grinta e la sua volontà mi sta insegnando tanto e facendo scoprire la bellezza dello sport che pratico e poi è un ragazzo buono e incredibile insomma… un grande, grazie a Armando Martini che mi ha proprio preso tra le sue braccia e mi ha riabilitato e rilanciato come atleta… a lui in questo momento mi sento di dovere tutto, grazie a Sergio Alparone che spero tanto si confermi sotto i 4 al km nella prossima stagione, grazie a chi ha chiuso il cancello del parcheggio della Tenuta del Cavaliere… avete fatto una grande cazzata, grazie a Nisma Benjaja la ragazza più simpatica di tutto l’ottavo corso vfp1 Icadio, grazie a Pasquale Cuccaro l’uomo più stanco del mondo, grazie a Amedeo Volpe che mi ha aiutato a rompere il lucchetto dell’armadio quando mi sono dimenticato a casa le chiavi, grazie ad Antonio Trabucco che mi ha aperto le porte della RCF, grazie a Giorgio Mancini che resta sempre il solito pappagone, grazie al dottor Giuliani che mi ha fatto un plantare perfetto, grazie a Ledesma che quando ha segnato il pareggio contro l’Udinese stavo scrivendo questa cosa e mi ha fatto correre per tutta Vigna di Valle, grazie a Graziella l’amica di Grazia, grazie a Papà che un giorno mi ha detto: “non scordarti mai da dove sei venuto”, grazie a Daniel Buttari perché sono sicuro che nel 2009 collaboreremo una cifra…. ottimista, grazie a Gigi Milani a cui affiderei tutte le mie squadre, grazie a Claudio Paglione anche se dovrebbe pensare un po’ più agli amici, grazie a Giorgia che ha cantato una canzone meravigliosa…”per fare a meno di te”, grazie a Patrizio Sangermano che il giorno di Natale mi ha fatto fare un allenamento nervosissimooooo, grazie ad Agnese Berellini che ha illuminato qualche giorno buio di questo 2008, grazie a Marco Cacciamani uno degli avversari più ostici che ci sono in circolazione, grazie a Antonio Sellitto che assomiglia troppo a quello di febbre da cavallo, grazie ad Alessandro Di Lorenzo che quando ti guarda ti affascina, grazie ai barattolini di daygum protex che se non ci fossero loro non avrei più le unghie, grazie a mia madre perché in questo 2008 ho capito che solo lei sarà sempre e solo l’unica donna della mia vita, grazie alla mia grande Polo… anche con quel buco davanti è sempre un carro armato, grazie al maresciallo Venturini poche parole per ringraziarlo… un solo difetto… riomanista, grazie a Tiziano Ferro perché quella canzone “alla mia età” è stata un po’ un inno liberatorio, grazie all’acqua Uliveto mia inseparabile compagna di avventura, grazie a Luigi Mingarelli perché quando lo chiamo lo trovo sempre, grazie a Roberto e Ninfa della tenuta del cavaliere… siete troppo simpatici, grazie a Andrew Howe perché tutte le volte è una grossa risata, grazie a quella persona che mi ha detto come ti chiami scusa che non mi ricordo, grazie alla confusione che ho provato in questi ultimi 365 giorni… perché nella confusione io trovo il mio habitat, grazie a Gianluca Dolcini e Annalisa Gerosolimo che sono sempre tanto gentili e dolci quando mi incontrano, grazie a Davide Catania che è resuscitato grazie a FaceBook, grazie a Veronica Correale che è amica di un sacco di amici miei, grazie a Laura Duchi che mi commenta sempre gli “stati” su FaceBook, grazie a Giuseppe Vasapollo il suo saluto in diretta su AtleticaAtletica resterà negli annali, grazie ad Andrea Risoluto perché ogni volta che lo vedevo vagabondare per Vigna mi veniva voglia di andarmene, grazie a Gianfranco Balzano che mi ha venduto un paio di grandi scarpe, grazie a Gabriele Bucciarello grandissima lepre alla VolaCiampino, grazie a Stefano Calabrò rincontrarlo insieme a tutti gli altri è stato un evento, grazie a Tobias Gramajo perché quando si girava al 14esimo giro di quella maledetta gara lo avrei strozzato, grazie a Andrea Junior Laudoni che mi da sempre ottimi consigli, grazie a Francesco Morittu perché quando l’ho rincontrato a Carpi mi ha riconosciuto subito, grazie a Valentina Petrolati perchè mi ha tenuto un sacco compagnia, grazie a Stefano Piazza che è un po’ uno dei perni della caserma… diciamo il pivot, grazie a Gennaro Salvatore Ponticelli prima di partire per Taranto ho corso con lui, grazie a Federica Proietti perché quel sorriso davvero non me lo scordo, grazie a Francesco Zizza perchè il suo dialetto leccese è unico, grazie ad Andrea Rapisarda che quando ha finito di registrare uomini e donne mi può sempre fare una telefonatina…, grazie a Elisa Testa che è risuscitata, grazie ad Alessandro Tarallo che ogni volta che lo sento per telefono sa già praticamente tutto, grazie a Gabriele Ubaldi che prima o poi ce offre una di quelle cene da pauraaaaa, grazie a quel signore che ogni tanto si siede vicino a me allo stadio perché mi ha fatto capire che una partita è molto di più di una partita e se ti mangi le unghie non risolvi niente, grazie alla steward bionda della tribuna d’onore destra dell’Olimpico perché prima o poi…., grazie a compare Gianni Adragna il mio idolo tarantino, grazie ad Adriano De Angelis che mi ha dato una grande occasione, grazie a Stefano Antonucci che sta sempre vicino alla mia famiglia e ci da una grandissima mano, grazie a Antonino Arfeli che sopporta sicuramente oggi giorno Gianni Paone, grazie a Marcello Bambino assolutamente inamovibile, grazie a Maurizio Battistoni un grandissimo dentista, grazie a Marco Bolletta sempre simpatico e disponibile, grazie a Mattia Bruno detto Arnold per via della sua muscolatura prorompente, grazie a Daniele Cammisa assolutamente un uomo su cui contare, grazie a Eduardo Campanella l’unico che a Taranto era di casa…, grazie a Valerio Ciabocco e Emiliano Palombi della Madonnetta Sport di Acilia… aspetto sempre la tutina o la polo, grazie a Eleonora Bazzoni che sarà mia compagna di squadra, grazie a Peppe Carella l’unica persona che già conoscevo appena arrivato a destinazione, grazie a Elio Paravano e Patrizia Romagnoli sempre gentilissimi, grazie a Stefano Bordon un grande allenatore di rugby che mi ha fatto capire che i problemi in ambito sportivo vanno affronti mettendo sempre avanti prima di tutto le palle, grazie a Giovanni Coccia e alla sua Antonietta che sono proprio belli insieme, grazie a Francesco Madotto un esempio di uomo e di vita, grazie a Mangia Pantaleo che non je passa mai, grazie a Pietro Martino che dopo la maratona di Firenze mi ha sbalordito, grazie a Giuseppe Niceforo il primo tifoso della salernitana che ho conosciuto in vita mia, grazie a Pierini Alessandro perché penso di avergli detto una serie di parole tra le più belle che ho mai pronunciato e che soprattutto non pensavo proprio di essere in grado di dire, grazie ad Attilio Tersigni che ogni tanto passa dalle parti mie, grazie a Francesco Viafora che per me resta uno dei più grandi atleti che ci sono in circolazione e noi due sappiamo bene perché, grazie a Chiara e Patrizia ovvero la futura moglie e la moglie dei miei fratelli… vi sento anche un po’ mie…, grazie al presidente Claudio Lotito perché di solito vicino a me si siede qualche sua guardia che mi fa sentire al sicuro, grazie a Adriano Cadore che è decisamente un tipo obiettivo, grazie a Gianni Furci con il quale ho legato subito una bella amicizia, grazie a Liberato Pellecchia che ha rotto la lavatrice… scherzo, grazie a Said Dourmi che al cross della Caffarella ha tagliato ovunque si potesse tagliare e ci ha rifilato un distacco abbissale, grazie a non so chi per tutte le volte che ha piovuto cosi tanto ma talmente tanto che comunque sia mi sono dovuto allenare, grazie a Corrado che è troppo simpatico e che quella sera quando mi ha chiamato lo sapevo che dietro c’èra qualcosa…, grazie a Fabrizio Moro che ha fatto un album fantastico, grazie a Gianluca Carzedda che quando corri con lui è sempre un piacere, grazie a Nonna Ada perché come cucina lei la frittata, il pan giallo e soprattutto le fettuccine fatte a mano… signori… non lo fa proprio nessuno, grazie a Opel che mi ha lasciato quando io non c’èro zitto zitto…, grazie a Giuseppe Liccardo che mi ha trovato il soprannome più azzeccato e indovinato che ho mai ricevuto, grazie a Bitonto che era troppo forte, grazie a Checco Zelone perché quando si presenta sul palco con le mozzarelle è incredibile, grazie a Nando Mancino perché da quando è arrivato lui io sono diventato anche nonno, grazie al Tricolore che c’ho attaccato in camera perché tutte le mattine mi ricorda che la mia Patria è molto più di un valore su cui credere, grazie al Maresciallo Chiaradia che ci veste e ci sveste, grazie a Vittorio Di Segni perché quando parlo di pallacanestro con lui pare che mi capisce sempre, grazie a Cristina Giustozzi perchè quando hai bisogno di fare due chiacchiere lei c’è sempre e c’è sempre stata, grazie a Michele Giove che scatta sempre delle bellissime foto, grazie a Nicola Versari con cui è sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere, grazie a Dania Mogiani perché so che ogni tanto legge Carbons.it, grazie a Giancarlo Casentini un bravissimo runner, grazie a Simone Bomba con cui è stato bello capire certi meccanismi della mente, grazie a Giacomo Napoli che adesso deve ritirare fuori tutte le foto che c’ha da parte, grazie a Marco Scacchi che ha fatto il gruppo scolastico delle medie su FaceBook, grazie a chi ha commentato i miei post, grazie a quando la sera mi viene sonno perché ripenso a tutto quello che ho fatto durante la giornata, grazie a quando mi sento triste perché mi viene voglia di tornare allegro, grazie a chi mi sono dimenticato di nominare, grazie a chi ho avuto il piacere di incontrare per strada, grazie a chi mi ha regalato un sorriso, grazie a chi mi ha fatto pensare a qualcosa anche solo per un istante, grazie alla mia famiglia perché è l’asse della mia vita e vederla felice per me è una gioia immensa, grazie a te che magari ti sei letto tutto per intero questo ringraziamento generale… grazie a tutti… grazie grazie grazie… BUON 2009.
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Citazione Natalizia

"A volte, mi assopivo un poco sulla panca. E in quel sopore delicato, le minime impressioni della realtà mi si trasformavano in immaginazioni simili a frammenti d’una fiaba, che pareva volessero blandirmi infantilmente. Rivedevo il tremolio scintillante del mare durante il giorno, come il sorriso d’un essere meraviglioso, che a quell’ora, supino, lasciato alle correnti carezzevoli, anche lui si riposava, pensando a me… dalla porta-finestra, l’aria della notte si posava sul mio corpo scuro, come se qualcuno m’infilasse una camiciola di lino, fresca e pulita… il firmamento notturno era un’immensa tenda istoriata, distesa su di me… anzi, no, era un albero immenso, fra le sue ramificazioni le stelle stormivano come foglie… e fra quei rami c’èra un unico nido, il mio, io m’addormentavo dentro questo nido… Là sotto di me, intanto, m’aspettava sempre il mare, anch’esso mio… se assaggiavo la pelle del mio braccio con la lingua, sentivo il sapore del sale…

Certe sere, dopo cena, attirato dalla frescura di fuori, mi stendevo sullo scalino della soglia, o sul terreno dello spiazzo. La notte, che un’ora prima, giù in piano, m’èra apparsa cosi’ proterva, qua a un passo dalla porta-finestra illuminata, mi ridiventava familiare. Adesso il firmamento, a guardarlo, mi diventava un grande oceano, sparso d’innumerevoli isole, e , fra le stelle, ricercavo aguzzando lo sguardo quelle di cui conoscevo i nomi: Arturo, prima di tutte le altre, e poi le Orse, Marte, le Pleiadi, Castore e Polluce, Cassiopea… avevo sempre rimpianto che, ai tempi moderni, non ci fosse più sulla terra qualche limite vietato, come per gli antichi le Colonne D’Ercole, perché mi sarebbe piaciuto di oltrepassarlo io per primo, sfidando il divieto con la mia audacia; e allo stesso modo, adesso, guardavo lo stellato, invidiavo i futuri pionieri che potranno arrivare fino agli astri. Era umiliante vedere il cielo e pensare: là ci sono tanti altri paesaggi, altre iridi di colori, forse tanti altri mari di chissà quali colori, altre foreste più grandi che ai Tropici, altre forme di animali ferocissime e allegre, più amorose ancora di queste che vediamo… Altri esseri femminili stupendi che dormono… altri eroi bellissimi… altri fedeli… e io non posso arrivare là!

Allora, i miei occhi e i miei pensieri lasciavano il cielo con dispetto, riandando a posarsi sul mare, il quale, appena io lo riguardavo, palpitava verso di me, come un innamorato. Là disteso, nero e pieno di lusinghe, esso mi ripeteva che anche lui, non meno dello stellato, era grande e fantastico, e possedeva territori che non si potevano contare, diversi uno dall’altro, come centomila pianeti! Presto, ormai, per me, incomincerebbe l’età desiderata in cui non sarei più un ragazzino, ma un uomo; e lui, il mare, simile a un compagno che finora aveva sempre giocato assieme a me e s’era fatto grande assieme a me, mi porterebbe via con lui a conoscere gli oceani, e tutte le altre terre, e tutta la vita!"


L’isola di Arturo di Elsa Morante è proprio un bel libro. Lo sto leggendo in questi giorni di festa e mi sta regalando davvero delle belle emozioni. Mi manca poco per finirlo ma ho trovato una serie di parti, come quella qui sopra, estremamente belle e riflessive, che sto pensando bene di proporvi anche per invitarvi a fare una buona lettura.

Il racconto parla di Arturo, un bambino che è nato e sta crescendo sull’isola di Procida, è orfano di madre e suo padre è sempre in giro per lavoro. Lui crede… non sò adesso se sia vero o no… sarà l’epilogo a dirmelo… che il padre sia una sorta di condottiero e che ogni volta che va e viene dall’isola parte alla volta di scenari bellicosi e di aspre avventure.

Un bel giorno il padre si presenta con una donna, che è poco più che coetanea di Arturo, e la presenta al giovane come la sua nuova moglie…. di più… al momento… non posso dirvi.

Il pezzo che vi sto proponendo l’ho letto precisamente ieri sera, una serata un pò malinconica, più che altro combattuta. Combattuta tra anima e corpo, tra mente e ragione, tra due entità che al momento sono tutte e due su opinioni diverse… una vuole restare a casa… vicino la porta-finestra che illumina un poco la notte e la fa sembrare buona e l’altra che invece vuole affrontare il buio e spingersi avanti verso nuovi orizzonti noncurante di ostacoli e limiti. E soprattutto guarda al futuro con quella positività che ti fa dire "vai… vai tranquillo… coraggio."

Poi però riecco il mare di Arturo, quel mare con il quale lui sta crescendo, con il quale lui passa ogni giorno il suo tempo giocando sulla sua barca o correndo tra gli scogli e le spiagge dell’isola… quel mare che un giorno magari lo porterà lontano da quel posto che ora è la sua casa. E io adesso sto cosi… guardo il cielo e lo vedo bellissimo, guardo quello che ho intorno e lo vedo come il cielo e molto più vicino.

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Il Natale lascia sempre qualcosa…

Ho passato un Natale felice. Quindi grazie a tutti… gli auguri sono serviti a qualcosa… io di auguri di buon Natale ne ho fatti pochi e sinceramente non volevo nemmeno metterli sul sito… perché il Natale è una festa un po’ cosi… come penso che siano tutte le feste religiose… io sono convito che uno non si debba ricordare di essere Cristiano solo a Natale… o in altre occasioni… come sono convito che uno non debba ricordarsi delle persone solo quando le incontra o solo quando si ricorda ad esempio che oggi è il suo compleanno… io penso che soprattutto in queste situazioni dobbiamo cercare di essere più coerenti con noi stessi e interrogarci su che valenza hanno per noi certe situazioni. Ad esempio per me la giornata di ieri è stata l’occasione di stare insieme a tutta la mia famiglia più stretta… e quindi a mio padre e mia madre, ai miei fratelli e le loro famigliole… e poi logicamente a mia nonna e ai miei zii che abitano sopra casa mia… una situazione classica e se vogliamo pure ripetitiva… però inserita nel contesto natalizio ha assunto tutta un’altra conformazione.

Ma per quanto riguarda la valenza religiosa… bhè questo lo tengo per me… sta di fatto che io il Natale lo vivo cosi… penso solo a me e alle persone che ho intorno e penso solo a voler stare bene con loro… e penso che ormai sia diventata una festa strumentalizzata e strana che uno deve vivere solo ed esclusivamente in se stesso e come vuole… ed ecco io ho riflettuto su questo… sul fatto ad esempio che da tempo mi trovo in conflitto con il mio essere cristiano e che quindi se devo vivere il Natale in maniera “cristiana” devo comportarmi in un determinato modo… se non lo devo fare… mi devo comportare in un altro… ma assolutamente non devo fare finta di niente… non devo fare finta di essere cristiano o fare finta di non esserlo… questo però devo deciderlo solo io e capirlo soprattutto.

Poi ho voglia di parlare di altro perché 24 e 25 sono stati i giorni della sorpresa… ci siamo rincontrati e abbiamo parlato… ed ecco che torno a parlarne qui… ma solo perché oggi non so con chi parlare e penso pure che non ne voglio parlare con nessuno di persona… lo voglio scrivere solo qui… perché quando scrivo qui, scrivo soprattutto alla mia coscienza… e la mia coscienza adesso sta scoppiando… ma non di confusione. Di rimorso e di tristezza. Rimorso perché ho detto delle cose che mi ero ripromesso 1000 volte di non dire e tristezza perché mi và di essere triste. Ma di fronte all’amore, di fronte a una persona che io so di aver amato ho ceduto. Però una caduta è concessa… come sono concesse le occasioni… che però bisogna saperle sfruttare come bisogna saper essere capaci di cadere nel modo giusto per farsi meno male possibile.

Non so da dove cominciare… penso che bisognerebbe scrivere un nuovo sito solo per pubblicarci un nuovo lunghissimo sfogo… ma in questo momento i pensieri che ho… non se lo meritano proprio di essere scritti nero su bianco… più avanti magari si… adesso devo fare mente locale.

Oggi sto lavorando… se qualcuno vuole farmi un po’ di compagnia questo è il numero a cui potete chiamarmi… fino alle 20:30…. 0699887211.

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BuonNataleeee!!!

Auguro a tutti un felicissimo Natale… ricco di gioia e di serenità…

Io personalmente lo passerò in famiglia… e in compagnia di un pensiero che ho riscoperto… o che… pensandoci bene… non ho mai lasciato.

Buon Natale.

FraC

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Carboni vince… ma soprattutto convince.





Non vedevo l’ora di tornare a casa e scrivere della gara. Oggi ho avuto una domenica molto intensa… a parte l’impegno agonistico mattutino sono stato impegnato in un lucullianissimo pranzo familiare con i futuri suoceri di mio fratello Alberto che ha decisamente impegnato la mia digestione ma che soprattutto è stato ben meritato e ben accettato dal mio corpo stanco della faticaccia che si è sorbito stamattina…

Faticaccia diciamo che non è proprio stata… la gara è scivolata via veloce… la mia mente era concentrata e cercava solo quello che volevo più di tutto e cioè vincere… per me, per la Lazio, per Armando, per Antonio, per l’Aeronautica e per tutti quelli che credono in me e ci hanno sempre creduto… certo la quarta tappa di “corri per il verde” non è certo il cross del campaccio che dici “sai ho vinto una gara importante”… ma per me va bene cosi… io solo questo volevo… cercavo un piccolo riscatto… cercavo quella sensazione in gara che ti fa sentire quasi invulnerabile… come se corressi da solo… come se quell’avversario che prova a farsi avanti ogni tanto fosse come una cosa semplicemente fastidiosa che puoi mettere fuori gioco quando vuoi solo azionando un po’ di forza sulle gambe. Non me ne voglia Marco Cacciamani che è stato un avversario fantastico ed eccezionale ma oggi ho fatto cosi.

Partiamo e i primi 400 metri sono un grande casino mi ritrovo intorno tante persone, non voglio forzare e le prime curve sono una vera confusione di spallate e botte ma le gambe reggono e spingono meravigliosamente. Fa freddo ma con la mia canottiera Biancoceleste sento anche caldo. Sul finale della prima grande discesa siamo già in fuga. Siamo in 5 perfetto. Il ritmo è giusto, in curva diventa anche troppo lento. Quasi si cammina. Il percorso è ottimo… curve tecniche, una marea di saliscendi e poi c’è tanto fango e con i chiodi si corre meravigliosamente… il primo giro passa velocissimo, sinceramente non mi ricordo il crono ma si è corso facilissimo… decido di provare a strappare perché mi rendo conto che stiamo giocando… non vedo grinta intorno a me… e io una gara tattica non voglio farla… ho voglia di vincere… via strappetto… restiamo in 3… e poi in 2… io e Marco Cacciamani siamo a metà gara… via… quasi scivolo su una curvetta assassina… ma i chiodi mi tengono in piedi… sento un po’ di fatica… più che altro mentale… lo avverto dal fatto che non prendo le curve bene mi sembra di perdere l’equilibro, non tengo la traiettoria e quasi sbando, mentre Marco corre meglio… lui le curve le prende bene e ogni volta si rifà sotto… che cagnaccio… non molla… salita e discesa e via riparto… lo stacco ma comunque riviene sotto… provo sulla penultima salita del giro a ripartire ma niente cioè resta sempre la…

L’ultimo giro è decisivo… io sto sempre avanti in discesa spingo tantissimo, la concentrazione è tornata forte. Armando mi ha detto di andare in progressione… e progressione sia… Cacciamani sta sempre la… via riparto salitella e discesone… i chiodi si attaccano paurosamente… ci siamo quasi… si risale e fiummm si riscende e poi curva… destra… sinistra… salita… sono sempre avanti e Marco sta sempre qua dietro un po’… pochissimo… staccato ma lo sento respirare… via riprovo… anche lui… è quasi fatta… in salita quasi camminiamo… poi io riparto e ci sono i doppiati… strillo… tutti strillano… manca poco… sento la voce di Nerli Ballati che parla di me e di Cacciamani… ultime curve, tanta gente in mezzo… io vado… non lo vedo più e non lo sento… mi arrampico sull’ultima rampetta e cambio fortissimo mancheranno 200 metri… mando il motore su di giri… non sento fatica e le gambe vanno… sulla curva mi giro appena e lo vedo li dietro… ho vinto… era quello che volevo… non ricordo cosa ho gridato… ho gridato sicuro Forza Lazio, ho gridato sicuro con tutta la cattiveria che avevo dentro.

Continua a leggere Carboni vince… ma soprattutto convince.

Settimana di fuoco… ma domenica si corre…

Si è appena conclusa una 5 giorni che mi ha visto fare veramente su e giù come una trottola… ma fortunamente gli allenamenti sono andati alla grandissima e tutto… a livello sportivo… si è evoluto positivamente…

Domenica sarò ai nastri di partenza dell’ultima tappa di Corri per il Verde che si correrà al Parco dell’Aniene in zona Viale Kant qui a Roma.

Quest’anno avevo deciso di snobbare la manifestazione in virtù del fatto che lo scorso anno gli organizzatori della UISP a mio modesto parere organizzarono un qualcosa che aveva più un significato politico-comunicativo che sportivo e poi se vogliamo pure politico… (spero abbiate capito!!!)… sta di fatto che però questa ultima tappa si corre su un percorso che dovrebbe essere assolutamente tecnico e ottimo per fare un buon test in vista dei veri cross di gennaio… e allora abbiamo pensato bene di esserci e molto probabilmente di chiudere la stagione proprio con questa gara.

Nè parleremo domenica….

Buonaserata!
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Oggi sto di guardia…. :-(

Quando mi sono proposto di fare il militare lo sapevo che poi centro sportivo o no mi sarebbe toccato qualche volta di mettermi sotto con i vari servizi ed oggi eccomi qui… di guardia… dopo 45 giorni dall’ultima volta… stamattina il cielo splendeva meraviglioso e il lago era di una quiete incredibile… pensavo a quanto sia spietata la natura che ci regala 3-4 giorni di tempesta e poi si scusa con uno spettacolo vero e proprio… adesso la situazione è un pò peggiorata… le nuvole grigie hanno preso il posto del blu del cielo e sta scendendo la sera…
E quando sei di guardia e arriva la sera ecco che lei si porta con se la malinconia e la voglia di rivedere presto la luce… tutto tace e nella mia mente suona questa musica…

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.

Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.

Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.

E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.

Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.

Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.

E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza

FRANCO BATTIATO – E TI VENGO A CERCARE

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Salite e discese…


Spettacolo. Stasera non ho tanta voglia di scrivere però mi sento come in dovere di mettere nero su bianco questo momento che non è né estremamente positivo, né estremamente negativo… è perfetto.

Situazioni giuste, il lavoro và alla grande, persone giuste, sorrisi, impegno e grande rilassatezza… ecco gli ingredienti…

Grazie a tutti quelli che tra il sito, le mail, facebook, gli sms e addirittura i postit mi hanno fatto i complimenti per la gara di domenica… anche se ancora non è passata l’arrabbiatura e il nervoso… alla fine quello che conta è che ci sia stato almeno qualcosa di positivo. Questo lo so solo io… e dico che parecchie cose sono andate “positive”, quindi per quanto posso essere arrabbiato alla fine una vena di felicità… sotto sotto ce l’ho!

Oggi la giornata si è armonizzata sulle note di “per fare a meno di te” di Giorgia, me la sono canticchiata tutto il tempo, dovevo riposarmi(!!!) e invece ho corso sia stamattina che oggi pomeriggio, stamattina dopo corso ho fatto anche un po’ di palestra senza esagerare e senza strafare, mentre oggi pomeriggio (invece di dormire!) al vivace ritmo di 4 minuti al km ho sperimentato la tecnica del lento variato che un mio collega sta cercando di farmi entrare in testa… funziona… qualche altra lezione e spero di poterla condividere e spiegare anche a voi… alla fine è facile… corri un po’ veloce (siamo arrivati a 3 e 15 al km)… poi rallenti… ed ecco che la media è sempre quella… pare cosi’ facile…

Domani pomeriggio ci sono una decina di “salitelle” che mi aspettano… e le salitelle sono come i momenti della vita… devi saperli affrontare con la giusta tecnica e con la giusta tenacia perché comunque sia finiscono… anche la salita più lunga del mondo alla fine… avrà una fine… e dopo la salita come minimo c’è il piano. Poi se ti dice bene trovi pure la discesa…!

Dopo questa perla filosofica vi lascio.
Buonaserata!

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BestWoman: non sono contento e non voglio accontentarmi.

Adesso io non se oggi ho corso l’ultima mia gara con la maglia Biancoceleste, sta di fatto che se non è l’ultima credo proprio che sarà la penultima, ma non ne voglio parlare più di tanto in questo post… voglio più che altro sottolineare il fatto che nonostante un buon risultato, un buon piazzamento e una gara che secondo alcuni è stata paurosa io non sono per niente soddisfatto… perché se è vero che un vero Laziale non molla mai… io oggi ho perso la seconda volata consecutiva in 2 gare. Una cosa che proprio non mi và giù e soprattutto mi sono perso 2 premi e 2 ottimi e prestigiosi piazzamenti. E questo la mia maglia, la mia squadra, la mia società e tutti quelli che hanno creduto in me in questi anni non se lo meritano. Anzi prima di tutti non me lo merito io però allo stesso tempo sono stato io a lasciare che qualcuno mi fregasse proprio li… quando la gara finisce e si tirano i conti su quanto sei stato bravo. Non me ne voglio andare via cosi.

Parliamo della gara….

Passo a prendere Armando alla renault su via Tiburtina, arrivo con qualche minuto di ritardo… inevitabile… ho dovuto fare la gincana in mezzo alle buche e con la macchina la velocità massima non poteva superare in certi punti i 20 km orari… logicamente si rischiava veramente di sfasciare le ruote, i cerchioni, i semiasse e tutto il resto… e che cazzarola… attappatele ste buche… le mando un messaggio perché nella macchina si sente ancora il suo profumo… fa un freddo cane ma c’è il sole e soprattutto non piove.

Con Armando prendiamo puntualissimi il raccordo alla volta di Fiumicino e mi fa strano tornarci ma vabbè… zero traffico e nemmeno mi accorgo di essere arrivato all’uscita e di dover prendere l’autostrada per l’aeroporto.

Arriviamo perfettamente in tempo per poter trovare un ottimo parcheggio e per poter fare un giretto nel “backstage” della gara… tanta bella gente, tanti sorrisi, tanti amici…. Tutto bello. (Mancava Giampiero! Sto sola non è venuto!)

Comincio il riscaldamento alle 9 e 13 minuti, corro con Simoncino Piferi e ci facciamo un giretto per Fiumicino che si sveglia e scopre che stamattina si corre la BestWoman.

Faccio i miei soliti esercizi, saluto altri amici, formalizziamo le ultime pratiche, scherzo un po’ con Armando e vado alla partenza.

Buuummmm!

Si parte… non capisco perché ogni volta devo prendere mezze spinte, spallate, pacche sul culo… bho… comunque via… si corre… il passaggio al primo km è veloce ma nemmeno tanto cioè è veloce ma a me sembra di andare lentissimo: 3’09’’. Nessun gruppo si è ben delineato, davanti vedo Cacciamani e Vicari, vicino a me ci sono Bruno Franco, Andrea Moccia e Simone Piferi… che spettacolo, l’andatura è perfetta, 6 e 28 al 2000, applausi dal pubblico… rettilineo, si passa vicino lo stadio… tra un po’ arrivo… penso tra me… fiummmmmm… passiamo sul “ponte che si solleva”… quello che se non stai attento ti tira su con tutta la macchina… e qui primo strappo dopo il terzo km… via… resto insieme a Michele Iapaolo… svolta a destra e giù, vedo tutti li davanti… che spettacolo… curva a gomito, frequenza sotto zero, fatico a riprendere il passo… ripenso all’allenamento di martedi che nell’ultima ripetuta mi è venuto fuori un 2000 spettacolare dopo 6 minuti di recupero da fermissimo con il gelo… riparto alla grande… arriviamo al quinto km… 16’17’’.

Riflettiamo: alla svolta dopo il quarto km ho visto in faccia tutti quelli che avevo davanti. “Si può fare, anzi lo devi fare” mi sono detto. Ho corso bene decontratto e rilassato, non ho fatto niente di particolare, mi sono lasciato trasportare e quando ho capito che era il caso di andare sono andato senza tante difficoltà. Effettivamente sto molto in condizione… diciamolo! Insomma il passaggio è ottimo… in linea perfetta con il nuovo personale… andiamo.

Andiamo avanti…Realizzo subito che è il caso di agire… questo lo capisco mentre osservo una golf che esce da un parcheggio e per poco non mi stende Cacciamani, Vicari, Nurradine e Bennici… Michele Iapaolo è ancora con me… vedo la sua ombra e i suoi capelli che fanno su e giù… ecco il sesto km… si sale sul ponte… lo salgo a passetti corti… quasi cammino… è il momento… mezzo strillo… butto fuori l’aria e faccio un bel respiro… via… li devo prendere… il primo che trovo è Ali Quattam che come sempre mi sorride e mi incoraggia, Michele non c’è più adesso sono io… loro… e la strada… vedo il cartello del settimo, mancano 3 km… ieri ci siamo fermati li… che vento che c’èra… e invece oggi che spettacolo non tira un filo di vento, il sole scotta… potevamo venirci oggi… stanno li… li devo prendere… quando finisce questo cavolo di lungomare lo sa solo Dio… l’ottavo arriva che nemmeno me ne accorgo… blocco il crono… non è che sto spingendo… sto proprio andando… magnificamente… stanno li… è fatta… svolta a sinistra… rettilineo… ci siamo… ecco il nono… svolta a destra e mi ritrovo nel gruppo… smanaccio… si girano a guardarmi… non lo sapeva nessuno che c’èro pure io… cambiano tutti… io no… resto la… svolta a destra… manca un niente… cambio anche io… si rigira qualcuno… ce la devo fare… svolta a sinistra… passo sul marciapiede… mannaggia alla gente che non si leva di mezzo… i quadricipiti mi scoppiano… ahooooo levateveeeeeeeee… svolta a sinistra… si entra nello stadio… dai che ce la faccio… me lo merito… me lo merito… sono stato grande… dai… niente… salto lo scalino… sulla pista le scarpe non si attaccano… niente da fare… dannazione.

Chiudo all’undicesimo posto. Secondo undicesimo posto in una settimana. Non ci sto. Ero nervosissimo. Arrabbiato. Con me. Con le scarpe. Con le gambe. Con tutto… e dai… ma come si fa… dalla partenza mi sentivo che andava cosi… mi sentivo che quelli li davanti li ripigliavo… bastava solo stare calmi… come sono stato calmo per 9 km… bastava solo tirare fuori quella mia solita calma quasi odiosa e applicarla alla regola per quegli ultimi metri… e invece ho forse esagerato con la foga e con la voglia di fare…

Adesso sono carico: carico di entusiasmo… carico di rabbia… ero a un passo dal sigillo a una stagione che mi ha dato qualcosa di veramente importante e cioè mi ha fatto capire che l’atletica e lo sport possono essere il mio lavoro e la base su cui costruire qualcosa di più importante. La delusione sta nel fatto che ho corso arrabbiato e concentrato e che nel momento in cui questa rabbia bisognava tirarla fuori e fonderla con la concentrazione spregiudicata di chi se ne frega di chi ha al fianco… me la sono tenuta per me.

Stavo a 1000 con il morale… mi sento bene anche adesso… ma questa gara mi ha lasciato con l’amaro in bocca.

Adesso vado a fare merenda…

Buona Domenica.
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Best Woman 2008

Domenica mattina sarò ai nastri di partenza dell’edizione 2008 della Best Woman. La preparazione alla gara è stata ottimale e la gara del Calissoni di domenica scorsa ne è stata una prova concreta e tangibile… per me che vivo di sensazioni.

Non voglio pronosticare niente ma dentro di me c’è la consapevolezza di poter fare molto bene. Sono molto tranquillo e rilassato.

In questo momento sono a Vigna di Valle. Fuori sta diluviando… tra un pò penso che comunque sia andrò a correre… un oretta molto facile… un pò di streching… qualche allungo e poi a casa…..!!!

Un saluto a tutti.
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