Archivio mensile per novembre, 2008

Vento, acqua, elettricità…. vento, acqua, elettricità…


Mi sono appena svegliato da un sonno ristoratore di quelli veramente intensi. Stanotte effettivamente ho dormito poco. E quindi appena tornato a casa dalla gara avevo effettivamente un bel po’ di sonno da parte. Adesso sento le gambe calde e ancora cariche di adrenalina e fatica. Che gara…!

La sveglia stamattina l’ho rimessa molto presto perché avevo paura di non trovare posto li sul campo gara e di essere costretto ad utilizzare la navetta, che per le mie bizze pregara è assolutamente una coltellata e quindi mi sono mosso presto e sono arrivato ad Aprilia intorno alle 8 e 15. Un viaggio incredibile… strade allagate, macchine ferme, grandine ammassata ai bordi delle strade (sembrava neve!) e poi foglie e rami che ostacolavano la mia guida e poi nuvoloni nerineri e pioggia a tratti fortissima. Un finimondo.

Arrivo, incontro Zio Gianni Paone e andiamo insieme a prendere il pettorale. Lui logicamente un’iscrizione non me la offre mai… ci scaldiamo un po’ insieme e il cielo sembra essere pronto a scaricare una tempesta. Mancano 5 minuti… mi sto per mettere la canotta con il numero quando inizia violentissima la pioggia. 15 minuti di panico. Panico assoluto. Gazebi che volano, alberi piegati in una maniera impressionante, gente che scappa a ripararsi, gente che se ne và proprio a casa, che strilla noncurante, che invece si preoccupa e cerca gli altri amici. Un vero casino, una vera tromba d’aria. Il mulino dell’azienda agricola gira a manetta. Nessuno è più in giro. Piove che fa male e tira un vento che grida. Lampi e tuoni. Katrina.

Passata la tempesta, tutti escono come piccole formichine… la domanda è unanime: “che si fa?”. Addirittura esce il sole. La protezione civile e gli organizzatori spostano l’orario di partenza e corrono a verificare il percorso. Si parte con circa 30 minuti di ritardo. Ho il tempo di rifinire per bene il riscaldamento fare un bel po’ di allunghi e addirittura incontrare Fabio Bartolomucci. La prima persona con cui ho stretto amicizia a Taranto a Luglio prima ancora di cominciare il corso per l’Aeronautica. Erano praticamente 3 mesi esatti che non ci vedevamo. L’ultima volta è stata proprio il 28 agosto. Abbiamo fatto il viaggio di ritorno a Roma con lo stesso treno, nelle stesse cuccette. Immaginavo di trovarlo alla gara. Lui adesso presta servizio a Latina… vicino casa sua!

Si parte. La partenza è strettissima e rocambolesca. Tra mille strilli non so chi ha sparato un colpo e tutti sono partiti. Parto forte e non me ne frega niente. Ho messo le chiodate con i chiodini piccoli. Come sempre io ci indovino… ci sono i sassetti e il brecciolino, ma cè anche troppo fango e troppa acqua quindi è necessario grip e leggerezza. Se correvo con le nike rimanevo impantanato subito.

Nemmeno me ne accorgo di come va via il percorso mi rendo solo conto che è tutto bello… non come la tenuta del cavaliere ma comunque sia è un percorso bellissimo in mezzo a un’infinità di ulivi… hanno accorciato la strada perché pare che un pezzo era proprio in attraversabile… io sto sempre in spinta, il ritmo è uguale a quello della partenza. Mi sento da paura. Ci ragiono e mi sento bene. Guardo avanti e ne vedo due a portata mi avvicino silenzioso. Eccoli qua vicino a me. Ci resto un po’ manca veramente poco, il ritmo sale. “Fino alla fine” mi dico… e vado. Uno mi segue e mi supera forte, l’altro resta dietro, uno strilla che siamo nono, decimo e undicesimo, non faccio in tempo a realizzare che ho perso la volata e mi ritrovo undicesimo… dannazione. Ho buttato via una grossa e bella occasione per poter dire di aver corso veramente una grande gara… e invece no… nella soddisfazione… l’insoddisfazione di aver sbagliato alla fine. Adesso però a freddo sono contento di come mi sono gestito e comportato. Le condizioni erano dure e ho retto benissimo. Ho retto con la tensione, con la condizione e con la cattiveria. C’ho provato fino alla fine, sono rimasto attaccato al gruppo dei primi per parecchio tempo e ho fatto la mia gara di testa senza errori fino a 150 metri dall’arrivo.

Infangatissimo me ne sono tornato alla macchina e mi sono cambiato e ripulito un pochino, ho aspettato le premiazioni e sono tornato a casa. Un sole bellissimo e un cielo pieno di nuvoloni che correvano veloci mi ha riaccompagnato a casa… un viaggio di ritorno veloce e spensierato. Come questa domenica che si sta concludendo.

Spero di fare bene anche domenica prossima alla Best Woman.

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Multiscatto….

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Memorial Franco Calissoni

Domenica sarò alla partenza del Memorial Franco Calissoni ad Aprilia. La gara si corre sulla distanza di 7 km e 200 metri e dovrebbe essere un ottimo test e un ottimo lavoro prima della Best Woman che correrò domenica prossima. Tenendo anche in considerazione il fatto che è un mezzo cross…

La mia condizione dopo la "Corriamo al Tiburtino" pare che si sia ben predisposta e rilanciata. Sicuramente si è alzato tantissimo il morale… e domenica mi aspetto una buona risposta soprattutto da questo punto di vista… mi aspetto una gara forte e determinata. E poi di domenica prossima ne parleremo…!

Buonanotte!

P.S.
Adesso avete rotto! Invece di mandarmi le mail… postate un commento!!!

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Una strana storia… molto strana.


Stamattina la sveglia ha suonato silenziosa. Assorto e perso nel sonno mi sembrava un rumore di un sogno, un qualcosa di assoluto disturbo, un qualcosa da prendere, distruggere e non ricreare e/o ricomprare mai. Eppure quel rumore, il mio semplice svegliarmi e tutto il resto è subito passato inosservato perché una cosa era diversa da tutte le altre mattine e da tutti gli altri risvegli. La televisione era accesa. La prima cosa che ho notato è stato il fatto che tutta la stanza era illuminata da una luce forte, diversa da quella di una fredda alba di novembre che potrebbe entrare da qualche fessura della persiana. Uso il condizionale perché è risaputo che io di solito mi barrico in camera, spengo tutte le luci, disattivo tutti i dispositivi che in qualche modo possono disturbare o rallentare il mio riposo e tutto si nasconde in un silenzio che viene dal buio e mi culla mentre dormo e faccio i miei sogni… quindi stamattina quando sono stato accecato nel mio svogliato risveglio dalla luce artificiale e sciapa della tv mi ha subito indisposto.

Il ricordo della sera prima e di tutta la nottata era nitido sia stamattina, sia adesso che scrivo davanti al pc: io ieri sera la tv l’ho spenta, il telecomando l’ho poggiato sul comodino accanto ai miei cellulari, uno dei due l’ho messo in carica e prima di spengere la luce dopo essere andato in bagno a fare le mie cose ho addirittura controllato la persiana e rimesso la sveglia. Durante la notte non mi sono mai alzato e soprattutto non ho assolutamente acceso la televisione. E il telecomando era al suo posto li dove l’avevo messo io.

La seconda cosa che ho notato è stata la stranezza del volume. Era bassissimo, c’èra tipo UnoMattina e sentivo a malapena il dialogo che stavano intrattenendo davanti allo scempio del mio risveglio. E anche qui il pensiero si è subito rivolto alla sera prima e al fatto che avevo visto Report su Rai3 e che quando ho spento il volume l’avevo lasciato ad un livello accettabile in modo tale da poter ascoltare con chiarezza le argomentazioni che mi intrattenevano e soprattutto in modo da non disturbare i miei che dormivano già da un pezzo. E soprattutto, ma proprio soprattutto soprattutto, io avevo visto un programma su Rai3, mentre stamattina la mia televisione era sintonizzata su Rai1.

Qualcuno è venuto a farmi compagnia stanotte.

Io un mezzo sogno l’ho fatto, ho sognato sempre lei che con i suoi occhi marroni mi veniva incontro mentre passeggiavo per via Condotti e io le sorridevo e ci prendevamo per mano e camminavamo per la strada senza curarci di nessuno, a un certo punto lei si fermava, io la tiravo perché dovevamo andare da qualche parte ed era tardi, allora lei mi tirava più forte a sé e mi guardava intensamente dritto dritto negli occhi, che bello, qui mi baciava e mi stringeva forte. Come a farmi sentire che lei mi ama tanto e che quello che sente è forte come quell’abbraccio. Peccato che un sogno non possa lasciarti un emozione vera. E poi il sogno è finito…

Ma io non penso che questa visione possa c’entrarci qualcosa con il fatto che il mio televisore stamattina era acceso. Non è che lei è venuta qui da me. Impossibile. L’unica spiegazione è che stanotte qualcuno è venuto, probabilmente si è sdraiato sul mio letto o seduto su una delle due sedie e ha vegliato sul mio sonno. Unica pecca… ha guardato la tv ma non l’ha spenta. E io l’ho sgamato.

Un Angelo? Una persona cattiva? Un amico o un’amica? Mia madre forse? Qualcuno è venuto però; perché qualcosa mi dice che in questi giorni sono protetto. E questa situazione ne è la prova! Mi sento fasciato e quasi coccolato da non so ben definire cosa. Fa tanto freddo, ma dentro di me sento tanto calore. Calore di coccole, calore di dolcezza, calore da parte di tutte le persone che lavorano con me che mi stanno sostenendo e che ogni giorno mi da una forza e una determinazione che certe volte nemmeno mi riconosco, calore da Mamma Aeronautica che mi sta dando una grande occasione, calore da mia Madre e da mio Padre che splendidamente mi sono sempre vicini, magnificamente in questo periodo, calore da una nuova persona speciale, calore che mi tempra l’animo e mi rafforza la mente, come correre sotto la pioggia più fitta e battente, e testardamente mi fa guardare solo avanti. È una meraviglia sentirsi cosi.

Ma non voglio perdermi in queste cose mie… stanotte in camera mia c’è stata, minimo, anche un’altra persona, perché la mia tv stamattina era stranamente accesa e io sono sicurissimo di non averla accesa stanotte… forse un mostro o un drago cattivo? Forse è venuto Shrek in persona? (pensa se ci fosse stata Vittoria) Forse stanotte tutte le televisioni del mondo si sono accese ma solo io mi sto ponendo il problema? Forse è stato Obama? Forse è stato Silvio? Certo che se è stato Walter mi arrabbio proprio…!!! Adesso sento un po’ di musica e provo a non pensarci più. Poi devo sistemare la camera perché c’è un casino incredibile. Poi me ne vado a dormire perché ho tanto sonno e sono stanchissimo. Voglio proprio vedere che succede domani mattina.

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Music….


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disarmami…modellami…ispirami…conquistami…

Narciso parole di burro
si sciolgono sotto l’alito della passione
Narciso trasparenza e mistero
cospargimi di olio alle mandorle e vanità… modellami…

Raccontami le storie che ami inventare…
spaventami…

raccontami le nuove esaltanti vittorie
Conquistami… inventami….
dammi un’altra identità
stordiscimi… disarmami… e infine colpisci
abbracciami ed ubriacami
di ironia e sensualità

Narciso parole di burro
nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni
Narciso sublime apparenza
ricoprimi di eleganti premure e sontuosità… ispirami…

Raccontami le storie che ami inventare…
spaventami…
raccontami le nuove esaltanti vittorie
Conquistami…. inventami…
dammi un’altra identità
stordiscimi disarmami e infine colpisci
abbracciami ed ubriacami
di ironia e sensualità
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità

Conquistami…

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CORRIAMO AL TIBURTINO, E’ ANDATA!

Arrivo a casa, apro la porta della camera… tra poco questa semplice cameretta con la carta da parati biancoceleste e le foto appese al muro non sarà più il mio ambiente naturale… non la sto sistemando nemmeno più perché proprio non ne ho voglia… a casa non ci sono mai e quando ci sono, non ci sono per nessuno, voglio riposarmi e pensare solo a me e alle mie cose… adesso funziona bene cosi.

I mobili sono sempre gli stessi, semplicissimi, anzi velocissimi, velocissimi come il trasloco che li ha montati qui dentro più di 20 anni fa quando mamma e papà si trasferirono qui insieme ai miei fratelloni… non ci vedo niente di strano… è solo un pizzico più disordinata… stamattina per uscire di corsa ho lasciato un casino e mamma giustamente si è rifiutata di provvedere alla sistemazione speciale…!!!

Poso la borsa per terra e il giubbotto sul letto. Tiro un sospiro di sollievo… sono a casa. Un pizzico di dolore a un piede, forse mi sta uscendo una piccola vescichetta… il computer è in standby. Accendo lo schermo e vedo che mi sono arrivati un paio di e-mail… solite stronzate e qualche commento da facebook… mi giro verso il letto prendo il giubbotto e lo metto nell’armadio, anche qui grande disordine, poi comincio a spogliarmi perché ho un bisogno disperato di farmi una megamastodonticagigantesca doccia!

Sono in bagno, mi guardo allo specchio, e sono sempre il solito, oggi però barba lunga. Ormai non la porto più.. le regole… le abitudini… sto cambiando… adesso mi piaccio di più sempre pulito e sistemato, “capello a posto e barba a posto”, oggi invece va bene cosi… stamattina non potevo mettermi a radermi e a stare a perdere tempo… avevo la garaaaa!!!

L’acqua fa vapore… sta a temperatura… allungo una mano, effettivamente è pure troppo a temperatura… entro. Bellissimo.

Stamattina mi sono proprio divertito… chiudiamo gli occhi e parliamo della gara senza pensare al risultato e al piazzamento che comunque non sono niente male. Erano 4 mesi e mezzo che non gareggiavo. Erano 4… quattro… fottutissimi mesi e qualche giorno che non gareggiavo… e fare il riscaldamento, salutare un sacco di gente, sentire la tensione nello stomaco e poi gli allunghi prima del via, il countdown e il bang… tutte cose che mi mancavano e di cui avevo un maledettissimo bisogno… oggi le ho avute… in abbondanza!

La gara mi è volata, ho ragionato poco… e il piazzamento ne è la prova… e ho provato tanto, sempre pronto ad attaccare, sempre in recupero e in slancio, sempre in buona compagnia, purtroppo mai da solo… forse questo continuo trovarmi con qualcuno al mio fianco mi ha un po’ innervosito soprattutto verso metà gara… correvo mi sentivo in grande spinta ma poi non staccavo nessuno e guardavo il cronometro e sempre lo stesso ritmo eppure cambiavo, cambiavo in continuazione mi sembravo un toro scatenato, un continuo attendi e riparti, mai un cambio da nessuno sempre davanti a un gruppo di “tifosi”… perché solo cosi posso definirli… a un certo punto ho sentito pure delle male parole per un mio improvviso cambio di direzione… bella cosa!

Però sono tranquillo… l’ultimo km nonostante il crono è volato, sulla salitella ho risposto malamente a un attacco e non ne ho avuta poi in discesa, mi sono sentito svuotato e non ho più provato a fare niente nell’ultimo rettilineo… 12° in 33’09’’.

Adesso è inutile che vado avanti nel racconto della mattinata… voglio solo chiudere ringraziando un po’ di persone che si meritano una menzione e un po’ di stima… primo fra tutti coach Armando Martini che in questi 4 mesi ha saputo capirmi e aspettarmi standomi sempre vicino con il suo sostengo silenzioso e il suo grande bagaglio tecnico che ogni giorno mi offre. Lavoro troppo bene con lui, sa darmi una tranquillità e una carica che nessuno è mai riuscito a trasmettermi in tanti anni di sport. Mi dispiace solo che questa annata quasi conclusa ha visto tante interruzioni tra piccoli infortuni e cavoli vari… da oggi non ci fermeremo più!

Grazie a Mimmo Ricatti (per me oggi ha vinto lui…!), che ultimamente mi fa sempre compagnia in allenamento a Vigna di Valle e logicamente grazie ad Antonio Miggiano che giovedi si è allenato con me sotto il diluvio (e chi si allena con me sotto la pioggia si merita la mia stima!), e spero abbia imparato che quando piove troppo… è inutile che ti metti il kway…!!!

Poi grazie ad Agnese che ogni giorno mi fa fare un sacco di risate e mi fa venire sempre voglia di correre… anche se il giorno sparisce e riappare la sera… non me ne frega niente… mi va bene cosi…!

Questo è quanto. Oggi sono felice e rilassato. Spero solo che la Lazio stasera je ne faccia almeno 3!

LOGICAMENTE GRAZIE… TROPPE GRAZIE A GIAMPIERONE CACCIATO PER LA FOTO MEMORABILE!!!!

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Notizione……!….?

Sono emozionato!

Mi sembrava il caso di cominciare cosi’ il post di questa sera perchè dentro di me sento proprio tanta emozione e soprattutto una sensazione nuova.

Domenica mattina gareggio… ed eccomi qui… un pò malinconico e un pò euforico, vista la corsa sotto l’acqua che mi sono fatto oggi pomeriggio alle Terme di Caracalla, che torno a scrivervi di gare e di corse… ebbene…. domenica sarà la prima gara di un nuovo corso… e mi ci avvicino con tanta gioia… ne sono successe tante… di belle e di brutte… sono stato forte e lo sono tutt’ora e con grande positività sto guardando avanti… e positivamente dico che domenica non vedo l’ora di mettermi la mia canotta Biancoceleste e tornare a correre forte….

Appuntamento alla "Corriamo al Tiburtino" del grande Tommaso Colapietro domenica mattina, partenza alle ore 10. Non sò ancora con che numero…. ma mi sento che sarà bello correre per le strade di Colli Aniene….!!!

Buonanotte a tutti!

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Citazione…

Gloria si sollevò e gli mise un braccio intorno al collo. <<Quanto vuoi scommettere che non ti ci faccio più pensare?>>. Pietro accennò un sorriso. << E come?>>. Lei gli prese una mano. <<Facciamoci un bagno, ti va?>>. <<Un bagno?! No, non mi va. Non ne ho voglia per niente.>> <<Forza, l’acqua sarà caldissima.>> Lo prese per un braccio. Alla fine Pietro si mise in piedi e si fece trascinare sul bagnasciuga.

Anche se c’èra solo una mezzaluna, la notte era luminosa. Le stelle arrivavano fin dentro il mare piatto come una tavola. Non c’erano rumori se si escludeva lo sciabordio dell’acqua che smuoveva la sabbia. Tra le dune alle loro spalle la vegetazione formava un groviglio nero punteggiato dalle luci intermittenti delle lucciole.

<<Io mi butto, se non lo fai pure tu sei uno stronzo.>> Gloria si tolse la maglietta di fronte a Pietro. Aveva i seni piccoli e cosi’ pallidi rispetto al resto del corpo abbronzato. Gli lanciò un sorriso malizioso e poi si voltò, si sfilò i pantaloncini e mutande e urlando si gettò in acqua.

“Si è spogliata davanti a me…”

<<È bellissima! È caldissima. Forza, vieni! Ti devo pregare in ginocchio?>> Gloria si mise in ginocchio e congiunse le mani. <<Pietruccio, Pietruccio, ti prego, fai il bagnetto con me?>> E lo diceva con una voce…

“Sei scemo? Vai, forza, che aspetti?!?!”

Pietro si tolse la maglietta, si sfilò i pantaloncini e in mutande, si gettò nell’acqua.

Il mare era caldo, ma non tanto da non dargli una sferzata che gli ripuli’ la stanchezza che aveva addosso. Prese un respiro grande e s’immerse nell’acqua bassa e cominciò a nuotare vigorosamente a rana a dieci centimetri dal fondo sabbioso.

Ora doveva solo nuotare. Spingere sempre di più, seguire il fondale fino al largo, come una manta o una razza, fino a quando non avesse avuto più aria a sufficienza, fino a quanto i polmoni gli fossero scoppiati come palloncini. Apri’ gli occhi. E c’èrano le tenebre fredde, ma continuò a spingere a occhi aperti e cominciava a sentire il bisogno di respirare, “fregatene… vai avanti…”, che gli azzannava il torace, la trachea, la gola, ancora cinque bracciate e, quando le ebbe fatte, si disse che ne poteva fare altre cinque, come minimo sette, sennò era una merda, e stava per sentirsi male ma ne doveva fare ancora dieci, come minimo dieci e ne fece una, due, tre, quatto, cinque, e a quel punto si senti’ veramente come se dentro gli esplodesse una bomba nucleare e riemerse boccheggiando. Era lontano dalla riva. Ma non cosi’ tanto come si era immaginato. Vide la testa bionda di Gloria che girava a destra e a sinistra cercandolo <<Gl…>> ma poi tacque.

Saltava preoccupata. <<Pietro? Dove sei? Non fare il cretino, per favore. Dove sei?>>

Gli ritornò in mente la canzone che la professoressa stava ascoltando quando era nel bagno.

“Sei bellissima! Ti diceva sei bellissima”.

“Gloria, sei bellissima”. Gli sarebbe piaciuto dirglielo. Non ne aveva mai avuto il coraggio. Queste cose non si dicono.

S’immerse e fece qualche metro. Quando riemerse, le era più vicino. <<Pietro! Pietro, mi stai mettendo paura! Dove sei?>>. Era nel panico.

S’immerse di nuovo e le fu alle spalle.
<<Pietro! Pietro!>>

La afferrò alla vita. Lei fece un salto, si girò. <<Stronzo! Vaffanculo! Mi hai fatto morire di paura! Ho pensato…>>.

<<Cosa?>>.

<<Niente! Che sei un cretino>>. Prese a schizzargli addosso l’acqua, poi gli saltò addosso. Cominciarono a lottare. Ed era una cosa terribilmente piacevole. I seni contro la schiena. Il sedere. Le cosce. Lei lo spinse sotto e gli si avvinghio con le gambe intorno al bacino.

<<Chiedi pietà maledetto!>>
<<Pietà!>> Rise Pietro. <<Uno scherzetto.>>

<<Bello scherzetto! Usciamo, che mi sto congelando.>>

Corsero sulla spiaggia e si gettarono, uno vicino all’altra, dove la sabbia era ancora calda. Gloria cominciò a strofinarlo per asciugarlo, ma poi avvicinò la bocca all’orecchio e sospirò: <<mi dici una cosa?>>

<<Cosa?>>
<<Ma tu mi vuoi bene?>>

<<…Si>> Rispose Pietro. Il cuore aveva cominciato a marciargli sotto lo sterno.

<<Come mi vuoi bene?>>
<<Tanto.>>

<<No, voglio dire tu…>> Prese un respiro imbarazzata. <<Mi ami?>>

Pausa.
<<Si.>>
Pausa.
<<Veramente?>>
<<Credo di si.>>
<<Come la Palmieri? Ti uccideresti per me?>>
<<Se fossi in pericolo di vita….>>
<<Allora facciamolo…>>
<<Cosa?>>
<<L’amore. Facciamo l’amore.>>
<<Quando?>>

<<Dopodomani. Quanto sei scemo! Ora, adesso. Io non l’ho mai fatto, tu… tu non l’hai mai fatto…>> fece una smorfia. <<Non mi dire che l’hai fatto. Non è che senza dirlo a nessuno, lo hai fatto con quel mostro della Marrese?>>

<<L’avrai fatto tu con la Marrese…>> protestò Pietro.

<<Si sono lesbica, non te l’ho mai detto. Amo la Marrese.>> Cambiò tono e divenne seria. <<Dobbiamo farlo adesso. Non sarà difficile?>>

<<Non lo so. Ma come…?>>
Pausa.
<<Come cosa?>>
<<Come incominciamo?>>

Gloria alzò gli occhi alla notte e poi, impacciata. <<Bè, per esempio potresti baciarmi. Sono già tutta nuda.>>

Fu una piccola tragedia di cui è meglio non raccontare i particolari. Fu brevissimo, complicato e incompleto e li lasciò pieni di domande e timori, scombussolati, incapaci di parlarne e avvinghiati come gemelli siamesi.

Ma poi lei disse: <<Mi devi giurare una cosa, Pietro. Me lo devi giurare sul nostro amore. Giura che non lo racconterai mai a nessuno della Palmieri. Mai. Giuramelo.>>

Pietro rimase in silenzio.
<<Giuramelo.>>
<<Te lo giuro. Te lo giuro.>>

<<Te lo giuro anch’io. Non lo dirò a nessuno. Nemmeno tra 10 anni. Mai.>>

<<Tu pure devi giurarmi una cosa, che rimarremo sempre amici, che non ci lasceremo mai, anche se io sarò in seconda e tu in terza.>>

<<Te lo giuro.>>
 

Questo che avete appena letto è uno stralcio di “Ti prendo e ti porto via” di Niccolò Ammaniti. Un libro simpatico, veloce e riflessivo. Due storie complicate e intricate che si incontrano e poi si scontrano in un intreccio narrativo fantastico, intelligentissimo e semplice.

Ho voluto proporlo sul mio blog perché dietro c’ho trovato qualcosa che mi sento in qualche modo di aver nascosto dentro di me e nei 4 libri che ho letto di questo autore… sotto sotto… c’ho sempre trovato qualcosa.

Il libro finisce con il Post Scriptum di una lettera che Pietro scrive sei anni dopo a Gloria… non parlo della situazione in cui si trova il ragazzo perché altrimenti vi parlerei di tutto il racconto. Io chiudo questo mio post incompleto con la stessa frase: “Preparati, perché quando passo da Bologna ti prendo e ti porto via.”

Buonanotte.

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4 NOVEMBRE 2008



ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO.
ORGOGLIOSO DI ESSERE UN MILITARE ITALIANO.

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