Mi sono appena svegliato da un sonno ristoratore di quelli veramente intensi. Stanotte effettivamente ho dormito poco. E quindi appena tornato a casa dalla gara avevo effettivamente un bel po’ di sonno da parte. Adesso sento le gambe calde e ancora cariche di adrenalina e fatica. Che gara…!
La sveglia stamattina l’ho rimessa molto presto perché avevo paura di non trovare posto li sul campo gara e di essere costretto ad utilizzare la navetta, che per le mie bizze pregara è assolutamente una coltellata e quindi mi sono mosso presto e sono arrivato ad Aprilia intorno alle 8 e 15. Un viaggio incredibile… strade allagate, macchine ferme, grandine ammassata ai bordi delle strade (sembrava neve!) e poi foglie e rami che ostacolavano la mia guida e poi nuvoloni nerineri e pioggia a tratti fortissima. Un finimondo.
Arrivo, incontro Zio Gianni Paone e andiamo insieme a prendere il pettorale. Lui logicamente un’iscrizione non me la offre mai… ci scaldiamo un po’ insieme e il cielo sembra essere pronto a scaricare una tempesta. Mancano 5 minuti… mi sto per mettere la canotta con il numero quando inizia violentissima la pioggia. 15 minuti di panico. Panico assoluto. Gazebi che volano, alberi piegati in una maniera impressionante, gente che scappa a ripararsi, gente che se ne và proprio a casa, che strilla noncurante, che invece si preoccupa e cerca gli altri amici. Un vero casino, una vera tromba d’aria. Il mulino dell’azienda agricola gira a manetta. Nessuno è più in giro. Piove che fa male e tira un vento che grida. Lampi e tuoni. Katrina.
Passata la tempesta, tutti escono come piccole formichine… la domanda è unanime: “che si fa?”. Addirittura esce il sole. La protezione civile e gli organizzatori spostano l’orario di partenza e corrono a verificare il percorso. Si parte con circa 30 minuti di ritardo. Ho il tempo di rifinire per bene il riscaldamento fare un bel po’ di allunghi e addirittura incontrare Fabio Bartolomucci. La prima persona con cui ho stretto amicizia a Taranto a Luglio prima ancora di cominciare il corso per l’Aeronautica. Erano praticamente 3 mesi esatti che non ci vedevamo. L’ultima volta è stata proprio il 28 agosto. Abbiamo fatto il viaggio di ritorno a Roma con lo stesso treno, nelle stesse cuccette. Immaginavo di trovarlo alla gara. Lui adesso presta servizio a Latina… vicino casa sua!
Si parte. La partenza è strettissima e rocambolesca. Tra mille strilli non so chi ha sparato un colpo e tutti sono partiti. Parto forte e non me ne frega niente. Ho messo le chiodate con i chiodini piccoli. Come sempre io ci indovino… ci sono i sassetti e il brecciolino, ma cè anche troppo fango e troppa acqua quindi è necessario grip e leggerezza. Se correvo con le nike rimanevo impantanato subito.
Nemmeno me ne accorgo di come va via il percorso mi rendo solo conto che è tutto bello… non come la tenuta del cavaliere ma comunque sia è un percorso bellissimo in mezzo a un’infinità di ulivi… hanno accorciato la strada perché pare che un pezzo era proprio in attraversabile… io sto sempre in spinta, il ritmo è uguale a quello della partenza. Mi sento da paura. Ci ragiono e mi sento bene. Guardo avanti e ne vedo due a portata mi avvicino silenzioso. Eccoli qua vicino a me. Ci resto un po’ manca veramente poco, il ritmo sale. “Fino alla fine” mi dico… e vado. Uno mi segue e mi supera forte, l’altro resta dietro, uno strilla che siamo nono, decimo e undicesimo, non faccio in tempo a realizzare che ho perso la volata e mi ritrovo undicesimo… dannazione. Ho buttato via una grossa e bella occasione per poter dire di aver corso veramente una grande gara… e invece no… nella soddisfazione… l’insoddisfazione di aver sbagliato alla fine. Adesso però a freddo sono contento di come mi sono gestito e comportato. Le condizioni erano dure e ho retto benissimo. Ho retto con la tensione, con la condizione e con la cattiveria. C’ho provato fino alla fine, sono rimasto attaccato al gruppo dei primi per parecchio tempo e ho fatto la mia gara di testa senza errori fino a 150 metri dall’arrivo.
Infangatissimo me ne sono tornato alla macchina e mi sono cambiato e ripulito un pochino, ho aspettato le premiazioni e sono tornato a casa. Un sole bellissimo e un cielo pieno di nuvoloni che correvano veloci mi ha riaccompagnato a casa… un viaggio di ritorno veloce e spensierato. Come questa domenica che si sta concludendo.
Continua a leggere Vento, acqua, elettricità…. vento, acqua, elettricità…






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