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	<description>Francesco + tutto il resto + qualcos&#039;altro...</description>
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		<title>SportClub Magazine &#8211; Aprile 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 20:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito l&#8217;ultimo numero di Sport Club Magazine con una mia pubblicazione su Andrew Howe.
Buonalettura!!!

Open publication - Free publishing
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uscito l&#8217;ultimo numero di Sport Club Magazine con una mia pubblicazione su Andrew Howe.</p>
<p>Buonalettura!!!<br />
<center><br />
<div><object style="width:420px;height:256px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v2/IssuuReader.swf?mode=mini&amp;embedBackground=%234393cd&amp;backgroundColor=%23222222&amp;documentId=120502093809-4cc2baeaeb9a4ba0a04b966644b3d684" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><param name="wmode" value="transparent"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v2/IssuuReader.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:420px;height:256px" flashvars="mode=mini&amp;embedBackground=%234393cd&amp;backgroundColor=%23222222&amp;documentId=120502093809-4cc2baeaeb9a4ba0a04b966644b3d684" allowfullscreen="true" menu="false" wmode="transparent" /></object><div style="width:420px;text-align:left;"><a href="http://issuu.com/sportclub/docs/sportclub_aprile_2012_bassa?mode=embed" target="_blank">Open publication</a> - Free <a href="http://issuu.com" target="_blank">publishing</a></div></div></center></p>
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		<title>L&#8217;anima dei miei pensieri.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 22:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tuo profumo è la cosa più dolce che c’è. Non chiedo altro e non desidero oltre che respirarlo e goderne. Goderne del suo dolce essere. Goderne alla luce chiara dei tuoi grandi occhi. Penso, rifletto e dico che nulla potrà essere di più e che i nostri dolci abbracci valgono più dell’oro e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-983" style="margin-right: 5px; margin-left: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" title="pisa" src="http://www.carbons.it/wp-content/uploads/2012/04/pisa.jpg" alt="" width="250" height="233" />Il tuo profumo è la cosa più dolce che c’è. Non chiedo altro e non desidero oltre che respirarlo e goderne. Goderne del suo dolce essere. Goderne alla luce chiara dei tuoi grandi occhi. Penso, rifletto e dico che nulla potrà essere di più e che i nostri dolci abbracci valgono più dell’oro e di tutto l’oro che c’è.</p>
<p style="text-align: justify;">Con te ho scoperto la compatibilità, la luce, la voglia. Con te voglio scoprire la vita, trovare la dolcezza e sorridere. Chi è arrivato nella vita di chi. Chi si è ritrovato al fianco di. È stato solo un semplice trovarsi. La soluzione di un algoritmo elementare che non deve sciogliersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’anima dei miei pensieri ci sei tu.</p>
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		<title>La RomaOstia che non ho mai corso.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 23:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[RomaOstia]]></category>

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		<description><![CDATA[La RomaOstia che non ho mai corso è piuttosto una piccola storia. Piccola quanto basta per essere una bella storia che inizia con la parola passione e prosegue con il genio di Luciano Duchi e la grinta di tutte quelle persone che non ci dormono a pensare a quei 21 chilometri e 97 metri che separano Roma dal mare di Ostia.
Io sono nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px; margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="ioromaostia12" src="http://www.carbons.it/wp-content/uploads/2012/03/ioromaostia12.jpg" alt="" width="250" />La RomaOstia che non ho mai corso è piuttosto una piccola storia. Piccola quanto basta per essere una bella storia che inizia con la parola passione e prosegue con il genio di Luciano Duchi e la grinta di tutte quelle persone che non ci dormono a pensare a quei 21 chilometri e 97 metri che separano Roma dal mare di Ostia.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono nato qualche settimana prima che la RomaOstia si ”standardizzasse” sulla distanza della mezza maratona, e l’ho conosciuta da spettatore per la prima volta quando avevo 18 anni e da poco mi ero appassionato all’atletica, lo sport che dice sempre la verità, lasciando a malincuore la pallacanestro, che continuo a considerare come lo sport più bello del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho iniziato a guardare questo evento da lontano affascinandomi da subito al suo contesto, alla sua formula, ai top runners, al fatto che si parlasse di RomaOstia sempre, tutti i mesi dell’anno, anche d’estate e in tutti gli spogliatoi e spazi comuni dei campi di atletica e dei “luoghi di corsa” di Roma come se la RomaOstia fosse una cosa di ogni podista, sua e propria.</p>
<p style="text-align: justify;">Affascinato da tutto non ho mai avuto l’occasione di trascinarmi a correre la gara, ritrovatomi dentro la macchina organizzativa, ho avuto nitida la conferma che quanto pensavo fosse realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi dopo due anni di serrata collaborazione, addentro alle dinamiche più disparate della comunicazione sportiva sono cosciente dell’esistenza di un’anima della gara che mi si disegna davanti con diverse sfumature di fascino che la rendono quasi misteriosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Addirittura la notte, perso tra mille appunti e alla ricerca di cose da scrivere, spesso mi chiedo: cosa ha creato Luciano Duchi con i suoi collaboratori nel 1974? Oggi, nel fiorire quasi quotidiano di nuove manifestazioni sportive, qualcuno pensa che una gara di corsa ”popolare” possa trovare così ampio consenso e fortuna? Dove inizia quest’anima? E dove finisce?</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, l’idea di scrivere questo pezzo mi è venuta pochi istanti dopo l’arrivo di Beyu Tujuba Megersa e di Anna Incerti dello scorso anno. Cinquantanove minuti e cinquantotto secondi di corsa per il giovane etiope che tra l’altro è mio coetaneo e un’ora nove minuti e sei secondi per la siciliana. Duello serrato tra africani per la gara maschile e duello a suon di colpi tra Italia e Portogallo fra le donne. Poi spettacolo di visi, sorrisi, abbracci, volate e denti stretti. Due scenari unici e fusi tra loro, legati a catena, che è difficile classificare tenendo come riferimento solo la bellezza. La RomaOstia è di tutti. Ed è anche mia, anche se non l’ho mai corsa. E poi quel che sembra esaurirsi nel tintinnio del tappeto dei chip o dopo aver premuto stop sul cronometro, in realtà è già la prossima edizione e allo stesso tempo è uno dei momenti più belli di quella che si è appena corsa.</p>
<p style="text-align: justify;">La RomaOstia che non ho mai corso è il risultato di un lavoro che punta a organizzare un evento che vuole essere amato più che corso e basta. Ma questo enunciato non sta scritto da nessuna parte, lo si percepisce in quei momenti in cui il Comitato Organizzatore si ritrova tutto insieme, quando la notte ci ritroviamo a pensare a quello che dobbiamo fare il giorno dopo per i nostri 13 mila ”corridori, podisti, runners e top runners”. La RomaOstia rappresenta un’espressione sportiva di base ”tradizionalista” e per certi versi ”integralista” che nemmeno 20 mila partecipanti e le sponsorizzazioni più potenti potranno scalfire. Fino a quando chi corre e ama l’atletica sarà benzina, ingranaggio e motore della macchina organizzativa, la RomaOstia continuerà ad essere la gara dei Romani, degli Italiani e chi la scoprirà all’estero se ne innamorerà.</p>
<p style="text-align: justify;">(Pezzo pubblicato a pagina 16 del magazine ufficiale RomaOstia 2012)</p>
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		<title>Sonno o stanchezza</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 18:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non chiedo che sia proprio come dico io, nemmeno che si adatti minimamente alle mie balorde concezioni di esplorazione però vorrei si rivolgesse veloce ai miei occhi, spruzzandomi il suo profumo e la sua energia. Così, di questo e più di tutto io sento il bisogno di un suo furastico contatto, furibondo forse nei modi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non chiedo che sia proprio come dico io, nemmeno che si adatti minimamente alle mie balorde concezioni di esplorazione però vorrei si rivolgesse veloce ai miei occhi, spruzzandomi il suo profumo e la sua energia. Così, di questo e più di tutto io sento il bisogno di un suo furastico contatto, furibondo forse nei modi, concreto del travolgermi con la sua dolcezza.</p>
<p>Di che parlo non lo saprò mai, come non lo saprai nemmeno tu.</p>
<p>Voglio solo sottolineare che scrivere queste dieci righe stravaccato sulla poltrona di un treno mi ha risollevato e per certi versi&#8230;. risvegliato&#8230; dipende se è sonno o solo stanchezza.</p>
<p><em>&#8220;&#8230;sonno lontano, vieni qui. Rimani vicino a me. Fammi volare, tra le montagne, sopra le dune, senza guardare&#8230;. senza pensare più&#8230; senza capire più&#8230; sonno gigante&#8230; sonno elefante&#8230;. distenditi qua giù&#8230;&#8221;</em></p>
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		<title>Sport Club Magazine &#8211; Gennaio</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[RomaOstia]]></category>

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Su Sport Club Magazine, il magazine sportivo in distribuzione gratuita a Roma e nel Lazio, una mia pubblicazione sulla trentottesima edizione della RomaOstia.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object style="width:420px;height:237px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v2/IssuuReader.swf?mode=mini&amp;embedBackground=%234393cd&amp;printButtonEnabled=false&amp;shareButtonEnabled=false&amp;searchButtonEnabled=false&amp;backgroundColor=%23222222&amp;documentId=120208104244-78f33ba6621142bea926014e96dcf4d2" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><param name="wmode" value="transparent"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v2/IssuuReader.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:420px;height:237px" flashvars="mode=mini&amp;embedBackground=%234393cd&amp;printButtonEnabled=false&amp;shareButtonEnabled=false&amp;searchButtonEnabled=false&amp;backgroundColor=%23222222&amp;documentId=120208104244-78f33ba6621142bea926014e96dcf4d2" allowfullscreen="true" menu="false" wmode="transparent" /></object></p>
<p>Su Sport Club Magazine, il magazine sportivo in distribuzione gratuita a Roma e nel Lazio, una mia pubblicazione sulla trentottesima edizione della RomaOstia.</p>
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		<title>Nell’ipotesi di alzare lo sguardo sono ottimista.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 20:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti ho chiesto solo un sorriso e non posso lamentarmi se me ne hai dati due. Io che di solito mi scoccio e guardo le cose come se fossero diverse ti ho guardata da subito per quello che sei. Non mi annoio, anzi sento divertito la vita che mi travolge, e poi l’entusiasmo di prendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-968" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="arcobalenodub" src="http://www.carbons.it/wp-content/uploads/2012/01/arcobalenodub-250x200.jpg" alt="" width="250" height="200" />Ti ho chiesto solo un sorriso e non posso lamentarmi se me ne hai dati due. Io che di solito mi scoccio e guardo le cose come se fossero diverse ti ho guardata da subito per quello che sei. Non mi annoio, anzi sento divertito la vita che mi travolge, e poi l’entusiasmo di prendere le cose di testa senza elmetto, e poi la voglia di scommettere e di credere a tutto, e poi il cuore che sembra un pianoforte con il suo pianista pazzo che pigia i tasti come se inseguisse un aquila.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è che sei tu… forse sono io, o forse sono le cose e il sole che insieme a noi sembrano nascondere le nuvole e dare giorno alle stelle. Un opinione non ce l’ho. Una sensazione è passata. Nell’ipotesi di alzare lo sguardo sono ottimista. Resta l’incanto dell’incanto che mi lasciano i tuoi occhi. Ti ho chiesto un sorriso e non posso lamentarmi se oltre a quello mi hai regalato anche i tuoi occhi sorridenti.</p>
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		<title>Un bacio sopra Dublino.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 23:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni volta che ho sfiorato le tue labbra tutto quello che c’era intorno si è fermato un attimo a guardarci e faceva suonare un ritmo di frenesia e di brezza fresca che illumina l’anima di stella e assopisce quell’insensato perdersi che mi sono portato dietro come una nuvola brulla di primavera a novembre. Ho capito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="dublinofinestra" src="http://www.carbons.it/wp-content/uploads/2012/01/dublinofinestra-250x250.jpg" alt="" width="250" height="240" />Ogni volta che ho sfiorato le tue labbra tutto quello che c’era intorno si è fermato un attimo a guardarci e faceva suonare un ritmo di frenesia e di brezza fresca che illumina l’anima di stella e assopisce quell’insensato perdersi che mi sono portato dietro come una nuvola brulla di primavera a novembre. Ho capito tutto. Ma proprio tutto. Quando ci siamo dati un bacio sopra Dublino, che ha stretto il nodo e detto la sua. Ha detto la sua a me che di solito sento solo opinioni giuste e le voce del fondo del bicchiere. Ho imparato a sentire dentro al bicchiere e ad ascoltare quello che si beve, a guardare il colore della trasformazione, a trovarci dietro te e il tuo fagotto di cose. Se adesso mi chiedessi con quale musica voglio allietare i giorni che verranno, io ti dico che non lo so e che anzi: per me puoi sceglierla tu.</p>
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		<title>La cantina.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 20:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è stato un periodo in cui giravo sempre con almeno un paio di buste da lettera bianche, di quelle normali, e qualche francobollo che tenevo nascosto dentro il portafogli oppure dentro le tasche di qualche borsetta. Rimediare la carta era un gioco da ragazzi. Vivevo con la frenesia di doverle scrivere quello che magari poteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è stato un periodo in cui giravo sempre con almeno un paio di buste da lettera bianche, di quelle normali, e qualche francobollo che tenevo nascosto dentro il portafogli oppure dentro le tasche di qualche borsetta. Rimediare la carta era un gioco da ragazzi. Vivevo con la frenesia di doverle scrivere quello che magari poteva vedere e poteva incuriosirla. Mi piaceva soprattutto scriverle nei momenti più disparati. Quando ero particolarmente indaffarato, quando avevo ben altro da fare. Mi impegnavo a renderla partecipe dei miei eventi e dei miei contesti. Più di qualche volta le ho addirittura inviato gli scontrini degli acquisti che avevo fatto. Devo dire che ero proprio bravo. Vivevo con l’idea che lei non doveva perdersi un istante di quello che vivevo io. Vivevo di lei. Volevo farle vivere me. Poi è stato un attimo. Una distrazione. Un’illuminazione. Il rendermi conto di aver costruito un mondo mio. Le scrivevo da tutti i posti che visitavo. Come a dedicarle i miei istanti, le camere di albergo, la gente che avevo visto e soprattutto quello che avevo fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi portavo dietro sempre una matita, perché mi piaceva scriverle inviandole anche quel senso di grigiore che avvertivo quando mi rendevo conto che ero senza di lei. Volevo, soprattutto, che quei pensieri le piacessero al punto che poteva cancellarli lei e rimetterli a posto così come voleva, così come le piacevano. Era il mio mondo che era suo. Ero io che crescevo con lei dentro. Era tanta confusione e un affastellarsi di emozioni che restavano solo mie.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi facevo domande assurde, patetiche per tutti i versi, inopportune per la mia indole. Io giravo a destra e a sinistra senza mai trovarla. Io perdevo tempo e restavo indietro. “Sempre più distratto, anche più solo e finto”. Alla fine scrivevo sempre la stessa cosa. Mi dimenticavo quanto avevo scritto nella lettera prima. Cambiava solo la data e la città da cui scrivevo. A un certo punto ho capito, ho trovato quello che avevo messo da parte. Ho come aperto la porta di una cantina e trovato il vino buono messo lì ad invecchiare. Eppure scriverle era per me una passione, il modo di sentirmi presente, e c’è voluto un po’ prima di smettere e rendere tutto un ricordo. Certo che quelle lettere non sono mai partite, da un bel giorno tutto quanto quello che le mie mani hanno scritto su pezzi di carta di ogni tipo, è rimasto custodito.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi c’è un tesoro. Un tesoro che non è fatto di parole o lettere. Un tesoro che custodisco io.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="420" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BuedjaG7R20?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/BuedjaG7R20?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Riparte AtleticaAtletica!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 10:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[AtleticaAtletica]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna lunedì 29 agosto dopo la pausa estiva AtleticaAtletica, la trasmissione TV per chi ama l’atletica da chi ama l’atletica.
Per il dodicesimo anno consecutivo Luciano Duchi, patron della RomaOstia e del G.S. Bancari Romani, conduce questo che ormai è diventato un appuntamento da non perdere per i runners del Lazio ma anche, grazie alla piattaforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-947" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="aatletica" src="http://www.carbons.it/wp-content/uploads/2011/08/aatletica-250x250.jpg" alt="" width="250" height="250" />Torna lunedì 29 agosto dopo la pausa estiva AtleticaAtletica, la trasmissione TV per chi ama l’atletica da chi ama l’atletica.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per il dodicesimo anno consecutivo Luciano Duchi, patron della RomaOstia e del G.S. Bancari Romani, conduce questo che ormai è diventato un appuntamento da non perdere per i runners del Lazio ma anche, grazie alla piattaforma Sky, di tutta Italia.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">AtleticaAtletica andrà in onda ogni lunedì dalle 20.30 alle 22.00 in diretta dagli Studi di GoldTV, Canale 17 del Digitale Terrestre e Canale 856 di Sky.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Gli ingredienti restano quelli che hanno decretato in questi anni il successo della trasmissione: gli ospiti prestigiosi e i volti noti del mondo del running, i servizi delle gare più importanti del weekend, le cronache della grande atletica internazionale e nazionale, le notizie in esclusiva sulla RomaOstia Half-Marathon, la rubrica tutta dedicata alle attività e alle iniziative del Comitato Regionale Lazio della FIDAL e “l’angolo dell’esperto” con i professionisti dei vari campi che trattano molteplici temi legati al correre e rispondono alle domande dei telespettatori che possono intervenire in diretta con i loro sms.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Confermato il cast della scorsa edizione: conducono Luciano e Laura Duchi; in studio Claudio Leoncini con le sue famose statistiche e il calendario gare; Giuseppe Viglialoro con la sua rubrica che abbraccia podismo, lettura e cultura; Fabrizio Brilli con la sua curiosità; per “l’angolo dell’esperto” curato da Caterina Fusco di Romacorre interverranno: l’allenatore Huber Rossi, la psicologa Giorgia Pizzuti, la farmacista Valeria Angrisani, il fisioterapista Andrea Pece, il nutrizionista Stefano Fabi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In redazione Manuel Arrigoni, Francesco Carboni e Ignazio Farina.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Aprirà la prima puntata della stagione 2011/2012 Giorgio Calcaterra, amico della trasmissione e pluricampione mondiale della specialità 100KM, con lui ci saranno: Ferdinando Colloca, organizzatore della Corsa Futurista Gladiator Run in programma il 24 settembre; Giuseppe Pavia, organizzatore di “Ostia in Corsa per l’ambiente” del prossimo 4 settembre e Sergio Caciotta organizzatore del Trofeo Sette Contrade di Orte in programma sempre il 4 settembre.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Si parlerà dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera in corso a Daegu in Korea e sarà trasmesso e commentato dal presidente del Comitato Organizzatore Bruno D’Alessio il filmato della trentaquattresima edizione dell’Amatrice-Configno dello scorso 20 agosto. Gli organizzatori del Circeo National Trail Antonello Cipullo e Claudio Natalizi commenteranno invece il trail del 27 agosto. (FraC)</div>
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		<title>Travolgente come il profumo del mare.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 22:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-942" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="ccavallo" src="http://www.carbons.it/wp-content/uploads/2011/08/ccavallo-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" />Approfitto di queste dure ore di luna che illuminano questi ultimi momenti di oggi per ridere di questa confusione e di questo tempo indecente in guerra con se stesso. Fatica a girare una ruota che cerca conferme, una luce che luccica lontana e non brilla vicino. Non mi sorprendo. Io prima di tutto possiedo me stesso. Io adoro la luna e vorrei ritrovarmi a correre da solo, con un bel ritmo sulle gambe, senza guardare l’orologio, con il fiato a darmi il passo e con il cuore a dirmi quando basta. Questo cuore così strano, questo cuore così stanco, questo cuore così spesso irriconoscibile e attaccato a chissà. Vorrei correre su questo mare di Sardegna che quest’anno mi manca di vivere al tramonto tra il mio fiatone, le mie cuffie, i miei pensieri e le mie scarpe da corsa, sui miei sentieri, su quei sassi sconosciuti, tra le salite e le discese di questa terra rossa. Vorrei correre saltellando tra le mie idee, fare lo slalom tra il mirto, avere a che fare con la gente che torna dal mare. Ma soprattutto trovare una serenità nuova e diversa che sia travolgente come il profumo del mare. Andare dritto verso l’obiettivo. Anche se non c’è un obiettivo, anche se è bello improvvisare. Ecco quando diventa difficile improvvisare non mi piace più. A me piace vivere ad un certo ritmo, non me ne frega del livello, come il testimone nella staffetta, non devo rallentare, non devo calare. Al massimo mi deve essere concesso di accelerare. Sul più bello, quando c’è da piazzare l’allungo, quando c’è da godersi i momenti. Che questa luna e tutto il resto possano ascoltare tutto quanto… che possano lasciarmi i pensieri scoloriti, che possano trovare coraggio proprio le idee.</p>
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